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Topics - Roberto S. Persi

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Segnalazioni / I corsi di Pianosolo
« il: Agosto 06, 2017, 08:08:57 am »
Vi segnalo che tutto il settore "i corsi di Pianosolo" è di nuovo in tilt.

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Libri e Materiale didattico / studi facili del Duvernoy
« il: Luglio 30, 2017, 10:26:13 am »
A questa domanda penso possano rispondere solo i responsabili di Pianosolo.
Nella homepage del sito nell'area metodi sono spariti i tutorial dell'opera 101 del Beyer, Cesi Marciano e 25 studi facili del Duvernoy. E' rimasto solo il tutorial sulla scuola della velocità. A me interessavavano  solo i venticinque studi, visto che il Beyer non lo pratico più e del Cesi Marciano ho comperato il tutorial completo (e ben fatto) da voi preparato. La domanda è questa, l'oscuramento è temporaneo o definitivo?

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Tecnica / metronomo si o no
« il: Luglio 10, 2017, 04:12:20 pm »
Mi sto cimentando con il 47 del Mikrokosmos (kermesse), bello tostino e bastardino se posso dire, a partire dal tempo in 2/2.
Sarebbe tutto risolto, a parte la velocità d'esecuzione, se non fosse che nella parte finale (nelle ultime nove battute) se seguo il metronomo mi aggroviglio e tendo a "mangiarmi" il tempo. Senza metronomo in funzione non accade, però penso che la vera difficoltà sia proprio nel raggiungere la correttezza esecutiva con la sinistra che (apparentemente) accellera e la destra statica nel movimento.
Paradossalmente se velocizzo l'esecuzione il problema diminuisce, ma ho sempre paura di accellerare. Io penso comunque sia giusto impormi il metronomo (anche a bassa velocità). Non sono un veneratore del "battitempo" e comunque nelle prime due parti dell'esercizio fila tutto liscio, è solo il finale che tende a fregarmi e penso che il B. abbia inserito questa piccola trappola a bella posta. E' giusto insistere con il Tic-Tac?

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Di tutto e di più / es. n° 8 Duvernoy
« il: Luglio 08, 2017, 10:23:32 am »
Nella sezione metodi del sito e nello specifico nei 25 studi facili del Duvernoy, ho notato che non è presente l'esercizio n° 8, non penso sia dimenticanza, a cosa è dovuta tale decisione? Tanto per dire lo salto o lo studio ugualmente?

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Tecnica / questioni di tempo
« il: Luglio 05, 2017, 05:59:15 pm »
Sto affrontando un esercizio con tempo 2/2. Nella scrittura (visto sul pentagramma) sembra identico al 4/4, ma evidentemente qualche cosa mi sfugge. Il Rossi lo paragona al tempo tagliato, definito a cappella o alla breve. Il tempo tagliato, soprattutto nel jazz lo ho già incontrato e ne capisco la funzione, ma in questo caso in parte mi sfugge. In particolare, per entrare nel merito, l'accentazione da usare nell'esecuzione delle note nelle battute. Esecuzioni ascoltate sul sito non mi hanno dato grande aiuto anche perché è brano abbastanza veloce e corto e i dettagli sfuggono.
Per chi vuole farsi un'idea è il 47 Mikrokosmos di B. che dopo pausa utilizzata ad approfondire altre cose e autori ho ripreso a studiare.
Ci sarebbe anche la "questioncella" dell'uso del pedale (nel suddetto esercizio), mai da me prima affrontata ma non vorrei mettere troppa "ciccia" al fuoco visto che sono vegetariano ;D.

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Tecnica / Studio a mani separate
« il: Luglio 02, 2017, 10:56:04 am »
Come tutti i bravi allievi, anche se autodidatta, cerco di attenermi alla massima "studio a mani separate", mi accorgo però che più il tempo passa più il consiglio mi va stretto. Mi spiego, quando affronto un nuovo lavoro faccio lavorare le due mani separatamente per il tempo necessario ad avere un minimo di padronanza sia come lettura che come scorrevolezza prestando ovviamente attenzione alla diteggiatura indicata. Subito dopo però vado a mani unite, magari a velocità bradipo, però preferisco così. Non aspetto insomma di avere piena padronanza dell'esecuzione a mani separate, anche perchè a me sembra che esercizio o melodia che sia mi risulta più chiaro il lavoro a mani unite e costringo il cervello a fare una lettura unita dei due pentagrammi (cosa che mi sembra francamente più utile). Sbaglio?

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Tecnica / Passaggio indigesto
« il: Giugno 23, 2017, 06:20:37 pm »
Pongo un piccolo quesito sul modo di affrontare gli esercizi.
In un esercizio (non brano intendiamoci) c'è un piccolo passaggio che mi risulta ostico, non tanto dal punto di vista tecnico ma mentale, mi spiego, so come va fatto e lo posso ripetere 100 volte senza sbagliarlo, ma quando affronto tutto l'es. complessivamente lì e quasi sempre solo lì mi incaglio, non è questione di velocità  eccessiva o altro, proprio non riesco a farlo diventare scorrevole. Devo dire che l'esercizio complessivamente non mi fa impazzire di gioia e che altre parti molto più complicate, a detta del tutorial di pianosolo, le ho risolte molto velocemente.
Fosse un brano mi sentirei per forza costretto ad insistere ma in questo caso non è meglio forse che soprassieda e vada oltre? Forse incaponirsi non è produttivo e quel nodo da sciogliere magari si dissolverà affrontando gli esercizi successivi. Non dico abbandonarlo, ma non sentirmi bloccato da quel maledetto passaggio in se sempliciotto.
Che ne dicono gli esperti?

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Tecnica / sempre a proposito di scale
« il: Maggio 04, 2017, 11:18:21 am »
Il mio studio delle scale è ancora un pò zoppicante, non le ho ancora affrontate tutte, e in passato ho fatto l'errore (almeno per me è così) di impostarmi prima sulle maggiori e solo dopo sulle minori. Ora sono convinto sia meglio abbinare subito allo studio della maggiore la sua relativa minore, tanto per farsi l'orecchio..... Domandona: Minore naturale, armonica e melodica, mi sembra di aver capito che la minore armonica sia più importante a livello teorico che pratico mentre naturale e soprattutto melodica sono più utilizzate nelle esecuzioni. Nello studio pratico devo comunque affrontarle con la stessa determinazione o la minore armonica può essere per così dire un pò "tirata via" ?
Se ho detto una colossale cretinata abbiate pietà di me, sono solo un principiante pasticcione ;D

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Tecnica / domandina più o meno tecnica...
« il: Aprile 30, 2017, 09:27:06 am »
Dopo lunga interruzione (non programmata e non voluta) di quasi un anno ho ripreso un paio di mesi fa i miei studi al piano, ovviamente ho pensato prima di portarmi in pari con quello che già avevo fatto prima della pausa. Mi sono accorto con piacere che ci ho messo poco a recuperare il tempo perduto con risultati che mi sembrano anche migliori e più consapevoli su esercizi già fatti, e da poco affronto cose nuove.
Domandina... Quasi me ne vergogno...  ma il branetto 45 del Mikrokosmos mi ha fatto letteralmente sputare sangue e ancora non lo destreggio bene. Mi sembra che i due precedenti siano apparentemente più complicati, li ho affrontati e risolti senza problemi. Mi sbaglio forse sulla difficoltà? Aggiungo che questa breve melodia mi piace assai e ne ho sentite due tre versioni veramente accattivanti (devo dire che ho anche visto/sentito un tutorial orrendo), insomma mi da piacere studiarlo e quindi mi deprime non avere risultati soddisfacenti.
E' la parte centrale che mi frega, soprattutto le battute 19 e 20 (ci arrivo con affanno). Può essere che ci siano difficoltà che io non ravviso? Può essere che sbaglio l'approccio? Può essere infine che ci siano esercizi che risultano complicati a prescindere dalla loro reale difficoltà? Può entrarci il fatto che la scala di MIb maggiore a cui penso faccia riferimento non l'ho ancora studiata bene?
Comunque non mollo, la meta è vicina e ho un bel fine settimana da dedicarci (in contemporanea faccio anche altri esercizi ovviamente) e ne verrò sicuramente a capo, solo volevo sapere se anche altri si sono trovati impantanati in passaggi apparentemente semplici senza capirne il reale motivo.

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Libri e Materiale didattico / La grammatica della musica
« il: Aprile 29, 2017, 02:37:33 pm »
Oggi ho trovato in biblioteca il libro "La grammatica della musica" di Otto Karoly (edizioni Piccola Biblioteca Einaudi), la presentazione è accattivante, qualcuno ne sa qualche cosa.. lo ha letto... insomma sa dirmi se ne vale la pena?
Considerate che in ogni caso penso che leggere un libro non fa mai male... :)

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About Jazz / informazioni su corso piano blues
« il: Aprile 17, 2017, 08:20:30 am »
Ho visto che c'è in vendita un corso di  Piano Blues, vorrei sapere se possibile da quale livello è consigliato cominciare a frequentarlo. Nozioni di Blues ne ho parecchie, sia perchè mi piace (soprattutto quello rurale, "sporco", essenziale e acustico), sia perchè con altri strumenti lo ho anche praticato a livello amatoriale.

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Armonia / Scala di riferimento
« il: Aprile 08, 2017, 06:13:38 pm »
Ho ripreso un esercizietto dal secondo volume Mikrokosmos, interessante (per me) come scioglidita. Si tratta del 44 a quattro mani. Io mi esercito solo sulla parte del primo piano. La mia domanda è... se piano II ha in chiave Fa Sol Do Re in diesis il richiamo è alla scala do Do diesis minore (credo), ma piano I con i soli Fa diesis e sol diesis a che scala si riferisce? Forse a nessuna visto che è solo un esercizio e anche abbastanza breve?

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Libri e Materiale didattico / domanda ai responsabili di Pianosolo
« il: Aprile 02, 2017, 06:29:02 pm »
Circa due anni fa avevo acquistato online il Corso Cesi Marciano ma a causa di problemi sul mio Pc il Download si era perso in qualche meandro oscuro dell'etere e non sono mai riuscito a recuperarlo, pazienza. Ora vorrei riprovarci (internet sul mio Pc ora funziona bene).Non ricordo più il metodo di pagamento, io sono titolare di conto Bancoposta, posso fare bonifico via internet?
Già che ci sono altra domandina, forse più rivolta a Paola, il corso di PianoJazz mi stuzzica assai, è buono? Ma soprattutto da che livello parte?

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Tecnica / tempi al metronomo
« il: Marzo 31, 2017, 11:47:59 am »
Scusate se la domanda può sembrare banale;
Mi sono segnato i tempi consueti, dal grave al prestissimo con la relativa forchetta indicata per ogni tempo (es. andante 76- 108 ecc.). Ora mi trovo con un esercizio indicato da eseguire "allegro-moderato", nella mia scala vengono in successione: moderato 108- 120, allegretto 120- 136, allegro 120- 168.
domanda... visto che l'allegretto si frappone fra moderato e allegro devo tenere in considerazione solo l'allegro ed eseguire l'esercizio ad esempio con un 140 o la forchetta comprende anche tempi inferiori all'allegro es. 120 o altri?

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Innanzitutto ben ritrovati (era parecchio che non partecipavo al forum)
Ora il quesito, fra i topic letti giorni fa e che ora non ritrovo, ve ne era uno relativo alla diversità di volume, e quindi forza, da imprimere su mano destra e sinistra. L'estensore lamentava di non riuscire a diversificare la forza, di solito più alla destra "melodica" e meno alla sinistra "ritmica". L'unica risposta da me vista suggeriva di abbassare di una o più ottave la mano sinistra e alzare di una o più ottave la destra. Il motivo era che i suoni bassi arrivano naturalmente con volume maggiore e ciò costringe più o meno inconsciamente a "pestare" più con la destra per pareggiare i suoni, e poi tornando alla lettura normale qualche differenza si sarebbe comunque sentita (spero di aver riassunto correttamente).
Il tema interessa anche me e il problema di diversificare il volume fra le due mani mi assilla, specialmente quando sento esecuzioni degli esercizi fatte in rete da buoni pianisti. Questo è l'unico suggerimento o vi sono anche altri approfondimenti?
Questione a lato... Molti esercizi mantengono le mani abbastanza ferme; sto provando a fare salti di ottave verso l'alto e il basso, magari più volte nello stesso esercizio per abituare le mani a muoversi di più (se possibile senza guardare la tastiera), è una cretinata o può essere un accettabile metodo?

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