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Post - Pianoth

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Segnalazioni / Re:Connessione non sicura
« il: Oggi alle 01:39:33 am »
È dovuto al fatto che il forum (a differenza del sito) non è protetto con il protocollo HTTPS. Non penso ci sia molto da fare da parte degli amministratori.

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Libri e Materiale didattico / Re:La grammatica della musica
« il: Oggi alle 01:31:54 am »
È praticamente un libro di teoria musicale con grandissime ambizioni: spiegare tutto il possibile in poco più di 200 pagine, diviso in cinque sezioni.
  • La prima tratta sinteticamente (nel seguente ordine) l'acustica, la notazione musicale, il ritmo, gli ornamenti, il tempo, le indicazioni dinamiche, le alterazioni, le scale, le tonalità e gli intervalli (76 pagine contando pure nota all'edizione italiana e prefazione).
  • La seconda tratta la melodia, l'armonia, gli accordi e i collegamenti degli accordi, le cadenze, consonanze e dissonanze, accordi di nona, undicesima, tredicesima e altri accordi particolari, le modulazioni, il basso numerato, il contrappunto (in 2 pagine!!!!), il canone e la fuga (44 pagine in totale).
  • La terza parte tratta il motivo, la frase, il periodo, la forma binaria, la forma ternaria, le forme musicali basate sulla danza, le suite, il tema con variazioni, il rondò, la sonata, la forma-sonata, il rondò-sonata, la sinfonia, il concerto, l'ouverture, le forme vocali e la musica a programma (38 pagine).
  • La quarta parte tratta la voce umana, i cordofoni (un paragrafo per ogni tipo), il temperamento equabile, gli aerofoni risonanti (un paragrafo per ogni tipo, inclusi gli strumenti traspositori) e gli strumenti a percussione (44 pagine).
  • La quinta parte infine tratta la partitura e la lettura della partitura orizzontale e verticale (14 pagine).
Segue un appendice, una breve bibliografia (anch'essa divisa in sezioni) e un potenzialmente comodo indice analitico.

Premesso che io questo libro non l'ho letto, secondo me è un libro fin troppo ambizioso. Dirà inevitabilmente "tutto e niente" su qualunque argomento. Comunque potrebbe essere una lettura interessante, se non si ha già una base su vari altri libri.

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Dipende... Non è facile consigliare un solo libro, ogni libro ha i suoi pregi e difetti, e generalmente, più pregi ha, più è lungo e complesso. Di analisi musicale te ne consiglio due: Guida all'analisi musicale di Nicholas Cook; Analisi musicale di Ian Bent e William Drabkin.
Di solito non si studiano per intero.

Di contrappunto invece, personalmente mi sono trovato bene con la chiara e sintetica spiegazione che si trova nel libro Elementi di musica corale di Bruno Mazzotta, e allo stesso modo ho trovato interessante e in qualche modo utile la dettagliatissima spiegazione che si trova nel libro Contrappunto e composizione di Felix Salzer e Carl Schachter. L'unico problema di entrambi i libri, è che sono, in certo senso, incompleti: il primo arriva fino al contrappunto a 4 voci fiorito in 3 voci, il secondo si ferma praticamente al contrappunto fiorito a 3 voci fiorito in una sola voce. Un altro libro che vale la pena citare, pur avendo lo stesso problema, è il Compendio di regole per il contrappunto di Charles Koechlin. Comunque, non posso far altro che consigliare l'ormai classico Trattato di contrappunto e fuga di Theodore Dubois, che pur datato, tratta questa materia in maniera davvero completa, con un grande numero di esempi, battuto solo dal trattato di François Bazin, il Cours de Contre-Point Théorique et Pratique (almeno tra quelli ancora più o meno utilizzabili che conosco), il quale è però ancora più datato e si trova solo in francese (e non tratta la fuga pur essendo più lungo). Qui trovi ancora altri libri che trattano il contrappunto, ma non li conosco tutti.

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Di tutto e di più / Re:Hungarian Dance no5. di Brahms a 4 mani
« il: Aprile 25, 2017, 10:49:46 pm »
Come giustamente ha detto antares, la tonalità di FA# maggiore ha alterate tutte le note eccetto il SI. Quindi DO RE FA SOL LA li dovrai suonare come DO# RE# FA# SOL# LA#, e il MI lo dovrai suonare come MI# (che sul pianoforte corrisponde a FA naturale). Fortunatamente, in quelle 4 righe non ci sono ulteriori alterazioni oltre quelle in chiave, quindi devi solo stare attento a leggere bene le note e suonare i tasti giusti, o come Bach direbbe: "Tutti gli strumenti sono facili da suonare. Tutto sta nel pigiare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da solo." ;D

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Uhm, preferisco di gran lunga l'esecuzione che mi avevi mandato ieri, ma suppongo che questa sia un po' più rappresentativa di come suoni normalmente questo notturno, con varie imperfezioni e con un rubato un po' irregolare, purtroppo. Tuttavia, già rispetto a come ti usciva 1 o 2 settimane fa ha tutta un'altra faccia.

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Presentiamoci / Re:Eccomi
« il: Aprile 21, 2017, 10:42:16 am »
Benvenuto.
Ah beh, non hai grandi ambizioni...  ;D
Davvero, solo Keith Jarrett? Avrei detto come minimo Yuja Wang!

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Di tutto e di più / Re:Ma come si suona forte?
« il: Aprile 20, 2017, 11:56:13 pm »
Non è una domanda che si può rispondere in poche parole... Diciamo però che, nel caso in cui la melodia, il tema, o comunque la parte principale del brano, è nella mano destra, nei forti è chiaro che la destra dovrà crescere in maniera proporzionalmente maggiore rispetto alla sinistra. In altre parole, durante i forti, crescono entrambe le mani, ma la destra di più. I grandi pianisti generalmente tendono ad "esagerare" la differenziazione tra sinistra e destra. Nel caso in cui è da evidenziare ciò che fa la mano sinistra, naturalmente vale il discorso analogo, la destra dovrà crescere ma molto meno della sinistra. Nel caso del fortissimo, o dinamiche ancora superiori, la destra (o comunque la mano più importante) suonerà generalmente al massimo della forza (sempre controllando il suono però), mentre crescerà praticamente quasi solo l'altra mano (a seconda di quanto forte bisogna dare l'impressione di suonare).
Comunque, ripeto, non è un discorso facilmente spiegabile in poche parole. Questo mio post dice tutto e niente.

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Segnalazioni / Re:Due problemi che ho notato
« il: Aprile 20, 2017, 04:00:59 pm »
Sì, ho fatto un test ed è tutto a posto.

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Segnalazioni / Re:Due problemi che ho notato
« il: Aprile 20, 2017, 12:41:20 pm »
Sono abbastanza sicuro che il problema ci sia solo da un paio di giorni, altrimenti l'avrei segnalato prima.

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Segnalazioni / Due problemi che ho notato
« il: Aprile 19, 2017, 11:03:57 pm »
Andrò dritto al punto:




  • Da notare come nella prima immagine l'ultimo post risulta essere di un topic chiamato "Spazio Tutorial", mentre l'ultimo post è in realtà di un nuovo topic. Questo è successo non solo con questo topic, ma anche con altri che ho visto nella sezione presentazioni.






  • Questi due utenti, dopo avere creato un topic, hanno ancora 0 post.
Dopo avere fatto un test, ho notato che i due problemi sono collegati: creando un topic non solo non appare nell'indice, ma il post non viene contato. Tra l'altro, perfino questo topic non appare nell'indice al momento.

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Di tutto e di più / Re:Romance in E minor di Franz Liszt
« il: Aprile 18, 2017, 09:58:30 pm »
È un pezzo perfetto per la prima vista di 3 ore del vecchio ottavo anno, ma no, non direi che è adatto a un primo anno, è un po' troppo presto. Troppe difficoltà da sormontare, tolte le prime 40 battute circa, ci sono vari arpeggi ampi, ottave espressive, poliritmi (3 su 2), abbellimenti sulle ottave, e le ultime due battute che non si possono fare senza avere un controllo del suono ottimale negli accordi arpeggiati.
Però tieni duro, che questo pezzo comunque a un terzo-quarto anno si può studiare tranquillamente.

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Di tutto e di più / Re:Esame compimento medio vecchio ordinamento!
« il: Aprile 16, 2017, 12:53:00 am »
Ok, ammesso che non sei messa male tecnicamente ce la puoi fare tranquillamente, dai priorità al riprendere i pezzi e la sonata, e riprendi piano piano Bach e Clementi. Se la tua tecnica e la tua lettura te lo permette, potresti anche provare a mettere un pezzo romantico più interessante dello studio di Chopin (che è bello però è praticamente la cosa più semplice che si può portare), cioè la terza ballata. Altre cose mi sembrano un po' troppo rischiose da cercare di far bene in un anno mentre si sistema tutto il resto. Tuttavia, nel caso non hai opportunità di studiare con qualche insegnante, cambiare pezzo potrebbe essere una scelta un po' azzardata. Come sonate di scarlatti comunque sono piuttosto semplici e si possono portare la K. 9, la K. 125 e la K. 377 ad esempio. La K. 9 è forse la più semplice che si può portare, quindi è meglio evitarla a meno che le vuoi imparare all'ultimo momento. Ti suggerisco semplicemente di aggiungere le altre due dato che hai sicuramente tempo per studiarle un minimo.

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Di tutto e di più / Re:Esame compimento medio vecchio ordinamento!
« il: Aprile 15, 2017, 10:07:36 pm »
Benvenuta. Andiamo dritti al punto:
  • Le scale per doppie terze e doppie seste fanno parte della prova di cultura, non hanno voto. Per cui, a meno che credi che ti troverai di fronte ad insegnanti molto rigidi sulle scale, l'importante è che tu conosca bene la diteggiatura di tutte, non è necessario che ti prepari a farle chissà quanto veloce. Al limite, preparatene una fatta per bene, anche DO maggiore/minore, nel caso la chiedono a piacere (personalmente ti consiglio di prepararti almeno su RE maggiore/minore e LAb maggiore/minore, così almeno qualche scala fatta bene hai possibilità di mostrarla). Quindi insomma, le scale non sono un problema. Il vero problema, invece, sono i 23 studi di Clementi. Di quelli ne verrà scelto uno a caso, non uno a piacere, e non puoi rischiare di essere impreparata su qualche studio. Quelli più difficili chiaramente non ti usciranno bene come quelli più facili, però dovrai comunque essere in grado di suonarli. L'altro problema è Bach, in quanto devi presentare ben 24 preludi e fuga in totale, 12 dal primo volume del clavicembalo ben temperato e 12 dal secondo, e anche in quel caso devi essere in grado di suonarli tutti, siccome ne verrà scelto uno a caso, non uno a piacere. Ci sarebbero anche 3 sonate di Scarlatti di carattere brillante da presentare, ma quelle non sono un problema (si preparano anche nel giro di una/due settimane volendo, se si scelgono sonate non troppo complicate). Allo stesso modo, bisogna presentare due studi romantici (di quelli indicati qui), ma anche questi si riescono a preparare in poco tempo se non si scelgono cose troppo complicate. Infine, bisogna presentare un pezzo romantico, un pezzo moderno, e una sonata di Beethoven (sempre tra ciò che è indicato in quella pagina), che sono la parte più importante dell'esame, ma sfortunatamente il voto finale non dipenderà solo da questi.
  • Si può preparare in un anno ammesso che i pezzi (uno romantico e uno moderno) e la sonata sono più o meno pronti, e Clementi e Bach sono ad un buon punto. Se ti mancano più di 12 preludi e fuga, o più di 12 studi, direi proprio che non si può, o comunque non potresti puntare a voti dignitosi, sopra l'8. Se ti mancano ancora i pezzi, non saprei. Dipende da come te la cavi al pianoforte. Una sola cosa è certa: dovrai studiare parecchio. L'esame di ottavo è l'esame più lungo e più complicato, anche più del decimo. Quindi indipendentemente dalle tue condizioni, dovrai studiare parecchio. Ti posso chiedere che pezzi hai intenzione di portare? O hai bisogno di qualche consiglio?
  • Il mio ottavo si è svolto così:
    • Primo giorno: l'esame inizia di mattina. Mi fanno scegliere a piacere fra i due studi romantici che ho presentato, che erano Moscheles op. 70 n. 1 e Mendelssohn op. 104/a n. 2, suono il secondo. Successivamente mi fanno scegliere a piacere tra le tre sonate di Scarlatti presentate, che erano la L. 186, K. 127, la L. 422, K. 141 e la L. 14, K. 492, e suono la terza. Poi mi fanno suonare la Sonata n. 21, op. 53 di Beethoven, prima ballata di Chopin op. 23, e la prima rapsodia di Brahms op. 79. Eseguono il sorteggio dello studio di clementi e il preludio e fuga di Bach, e sono stato abbastanza fortunato nel sorteggio: il giorno successivo dovrò suonare lo studio di Clementi n. 5 (il secondo dei 23), e il Preludio e fuga in sol maggiore n. 15 dal secondo volume, entrambe scelte praticamente ottimali, in quanto lo studio era uno dei più semplici e il preludio e fuga ce l'avevo pronto. Quindi, torno a casa, e passo il pomeriggio e la sera a studiarmi per bene ogni dettaglio dei pezzi sorteggiati, inoltre mi assicuro di essere in grado di suonarli a memoria (in quanto avevo fatto tutto a memoria, facendo a memoria anche questi avrei sicuramente guadagnato un bel po' di "punti" in più). Giusto per completezza, avevo portato i seguenti preludi e fuga di Bach:
      • I libro: 1, 2, 5, 9, 11, 13, 14, 16, 17, 21, 22, 23
      • II libro: 1, 2, 3, 6, 7, 9, 12, 14, 15, 16, 20, 24
      Qualora volessi prendere spunto dal mio programma per formarne uno tuo, si possono scegliere preludi e fuga anche un po' più semplici, e soprattutto si possono scegliere sonate di scarlatti molto più semplici di quelle che ho portato.
    • Secondo giorno: anche il secondo giorno è iniziato di mattina. L'esame è ricominciato subito con un'esecuzione dello studio di clementi e del preludio e fuga di Bach sorteggiati, suonati entrambi a memoria. A seguire, la prova di 3 ore: avevo 3 ore per studiare un pezzo scelto dalla commissione, che in questo caso è stato il preludio op. 11 n. 2 di Scriabin. Nella prova non mi dissero che pezzo era, ma lo riconobbi. Nel giro di mezz'ora l'avevo finito di studiare, per cui ho cercato di impararlo a memoria. Purtroppo, il mio tentativo di forzare il preludio nella mia memoria in 3 ore fallì, a causa di un passaggio più o meno a metà brano che mi dava difficoltà di memorizzazione per qualche motivo, quindi, al termine delle 3 ore, lo suonai con lo spartito davanti. Subito dopo averlo suonato, mi fecero leggere a prima vista instantanea qualche frammento di qualche altro pezzo di Scriabin (non so se sempre dalla raccolta dei preludi), ma comunque era di lettura non troppo complessa, almeno per me. Infine, è seguita immediatamente la prova di cultura: mi fanno suonare una scala a piacere, scelgo LAb maggiore e minore in doppie terze e doppie seste. Mi fanno parlare di un argomento a piacere, decido di parlare di Chopin in generale, dopo di che l'esame si è finalmente concluso. Aspetto una mezz'oretta o poco più per sapere il risultato: 10 e lode. ;D Complice sarà sicuramente stato il fatto che ho suonato praticamente tutto a memoria, incluso Bach e Clementi. Però devo dire che mi ritengo soddisfatto di come ho suonato all'ottavo, solo lo studio romantico e Scarlatti non erano usciti benissimo. Comunque, spero che questo ti dia un'idea di com'è fatto un esame dell'ottavo. Non è detto che le prove si svolgeranno nello stesso ordine, però più o meno è così che funziona.

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Tecnica / Re:Produzione del suono singolo
« il: Aprile 15, 2017, 12:38:35 pm »
Certo. Non è una novità. L'obiettivo delle moderne tecniche pianistiche, infatti, è quello di dare l'illusione del controllo del suono, così come bisogna dare l'illusione del legato, e così via. Il piano, nelle tecniche scientifiche, si ottiene semplicemente premendo più lentamente i tasti. Devo aggiungere solo un piccolo dettaglio che forse non hai pensato: il rumore degli stessi tasti. Se suonassi il pianoforte colpendo i tasti con un martello, o con le unghie, ci sarebbe una differenza di suono sostanziale, provocata dal rumore del tasto stesso. Allo stesso modo, a seconda di come le dita giungono sui tasti, il suono è leggermente diverso. Comunque, questa è praticamente l'unica cosa che cambia nella produzione del suono singolo, e non ha un'importanza poi così grande.

Quello che è importante nella tecnica pianistica, tuttavia, è il controllo del suono complessivo, e non quello della nota singola. Per dare l'illusione del crescendo, secondo questa logica, bisogna premere i tasti in modo gradualmente più veloce. Tuttavia sarebbe assurdo per un umano pensare precisamente alla velocità con cui si premono i tasti. Per questo l'utilizzo del peso resta comunque importante, in quanto permette, per un umano, un controllo più preciso del suono. Inoltre, è più efficiente a livello muscolare: utilizzare semplicemente i muscoli delle dita sarebbe praticamente impossibile, specialmente se i tasti sono pesanti.

Per quanto riguarda invece il colpire i tasti da vicino o da lontano, è la stessa cosa nel momento in cui si fa un confronto in cui i tempi di attacco e di rilascio sono esattamente identici, ma è piuttosto improbabile che ciò succeda. Quindi, in realtà, il colpire i tasti da lontano permette di ottenere un suono diverso, nel senso che inevitabilmente si andrà a lasciare i tasti leggermente in anticipo (provocando non solo un rumore dei tasti in un momento diverso, ma anche un rumore dei martelletti in un momento diverso), per dare tempo all'arto di alzarsi dalla tastiera e tornare giù. Infatti, è ovviamente impossibile ottenere un suono, per così dire, legato, suonando tutto alzando completamente la mano dalla tastiera, a meno che si lega tutto con il pedale, il che, invece, influisce leggermente sul timbro, in quanto nell'utilizzo del pedale si alzano tutti gli smorzatori, dando quindi un suono molto più armonico.

Pertanto, un principiante, con le unghie non troppo lunghe magari, su un ottimo strumento potrà produrre lo stesso suono singolo di un grande pianista, ma è improbabile che riesca a produrre la stessa frase melodica, a meno che non utilizzi una buona tecnica. Quindi questo tuo discorso non dimostra molto, a mio avviso.

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Le mie esecuzioni / Re:Clementi Sonatina op 36no1 1 movimento
« il: Aprile 10, 2017, 11:44:51 pm »
Allora, bel lavoro innanzitutto. Ho visto ragazzi preparare il quinto anno di pianoforte con una tecnica e una velocità di apprendimento infinitamente peggiore. Detto ciò, ti faccio notare che hai letto male la mano destra della battuta 23 (ottava battuta della seconda parte): suoni RE SOL, ma sullo spartito è SI♮ SOL, che può essere preso con 15, o 25, come preferisci in base a quello che metti nella battuta precedente. La velocità a cui hai cominciato si aggira intorno i 100-102 a minima, poi hai accelerato lievissimamente, e ti sei più o meno stabilizzato intorno la velocità di 104-105, raggiungendo 106 verso la fine. Tutti questi lievissimi cambi di tempo che hai fatto sono normali, non ti preoccupare. Comunque, se il tuo obiettivo era suonare questo primo movimento della sonatina a 185 al quarto, considera che la velocità su cui ti mantieni maggiormente equivale a 208-210, quindi sei già abbastanza oltre, complice anche il fatto che evidentemente lo pensi non come un 4/4, ma come un 2/2 (in altre parole nella tua testa non credo che tu senta 4 tempi ogni battuta, ma solo 2), il che è corretto, siccome il tempo è proprio 2/2. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro da parte mia, siccome penso che non riuscirei a fare chissà quanto meglio :D

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