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Post - Roberto S. Persi

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Di tutto e di più / Re:es. n° 8 Duvernoy
« il: Settembre 14, 2017, 06:03:39 pm »
Visto che avevo iniziato io sollevando il caso, a me il compito (piacevole) del primo e sentito ringraziamento.

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About Jazz / Re:vorrei iniziare ad ascoltare jazz...
« il: Agosto 07, 2017, 10:17:53 pm »
Un Jazzista fa quel che vuole, lo impone la sua stessa natura, penso che Bollani sia un esempio perfetto da questo punto di vista, ma ... uno va a vedere i concerti di Rea, di Bollani o di Petrucciani (R.I.P.) prende ciò che gli si propone, se invece uno va ad ascoltare un notturno di Chopin quello vuole, non altro, e magari fa anche le pulci su possibili o supposti errori di esecuzione e interpretazione.

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About Jazz / Re:vorrei iniziare ad ascoltare jazz...
« il: Agosto 06, 2017, 10:54:25 am »
Si, la versione di Petrucciani per me è migliore, però non volevo porre l'accento sul gusto personale quanto sul fatto che un brano Jazz può essere liberamente interpretato smembrato stravolto e riassemblato senza destare scandalo, poi se l'interprete invece di un buon prodotto ne fa uscire una schifezza sono fatti suoi (non è il caso di Baremboim).
Immaginate un pianista che si permetta simili libertà con un notturno di Chopin.....

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Segnalazioni / I corsi di Pianosolo
« il: Agosto 06, 2017, 08:08:57 am »
Vi segnalo che tutto il settore "i corsi di Pianosolo" è di nuovo in tilt.

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About Jazz / Re:vorrei iniziare ad ascoltare jazz...
« il: Agosto 05, 2017, 12:13:50 pm »
Penso, non so se volontariamente, che con queste due interpretazioni di un unico brano tu abbia posto l'accento su una peculiarità del Jazz, e cioè che un brano Jazz una volta composto diventa poi libero e a disposizione di chi lo interpreta delle più varie manipolazioni e destrutturazioni, a differenza della classica che non permette tali libertà.
Certo sta poi all'interprete farne uso consono e non strame....

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Libri e Materiale didattico / studi facili del Duvernoy
« il: Luglio 30, 2017, 10:26:13 am »
A questa domanda penso possano rispondere solo i responsabili di Pianosolo.
Nella homepage del sito nell'area metodi sono spariti i tutorial dell'opera 101 del Beyer, Cesi Marciano e 25 studi facili del Duvernoy. E' rimasto solo il tutorial sulla scuola della velocità. A me interessavavano  solo i venticinque studi, visto che il Beyer non lo pratico più e del Cesi Marciano ho comperato il tutorial completo (e ben fatto) da voi preparato. La domanda è questa, l'oscuramento è temporaneo o definitivo?

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About Jazz / Re:vorrei iniziare ad ascoltare jazz...
« il: Luglio 29, 2017, 07:41:42 am »
P.S.
Per avere un approccio laico e aperto verso la musica non sarebbe male dare una letta all'ottimo libro di Stefano Bollani "Parliamo di musica".

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About Jazz / Re:vorrei iniziare ad ascoltare jazz...
« il: Luglio 29, 2017, 07:37:03 am »
Francamente non capisco perchè ci sia la necessità (o il desiderio) di elevare il Jazz al rango di "buona musica" accostandolo alla Classica. Molti jazzisti ascoltano classica, alcuni addirittura la eseguono Ecc. ecc.
Il Jazz non ha assolutamente bisogno di essere sdoganato o elevato da alcunchè. E' buona musica autonomamente senza bisogno di numi tutelari, sia chiaro c'è anche il Jazz fatto male e/o noioso, così come capita spesso alla classica. La musica è un universo che contiene altri piccoli universi, classica, popolare, jazz, tradizionale, etnica. Tutta roba prodotta dall'uomo e con pari dignità.
Mi viene un po in mente (è il mio campo) quelli che dicono: "però Fontana oltre a tagliare tele sapeva anche disegnare"... chissà perchè il mondo dell'arte ricorda i suoi tagli e non i suoi disegni...

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Tecnica / Re:Hanon e metodo di studio
« il: Luglio 22, 2017, 10:40:56 am »
Il metronomo non è un dogma, ma forse se usandolo ti si creano problemi di mantenimento del giusto ritmo qualche cosa che non funziona c'è. Forse credi di andare più "velocina" senza uso del metronomo ma non è detto che tu vada con il tempo corretto. Allora è maglio impostare una velocità più bassa e stare correttamente all'interno delle battute e solo poi aumentare progressivamente.
All'inizio la correttezza dell'esecuzione è sicuramente molto più importante della velocità, altrimenti c'è il rischio di trascinarsi nel tempo errori e problemi (prova solo a pensare cosa potrebbe succedere se ti trovassi a suonare con altri senza riuscire a rispettare i tempi giusti).

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About Jazz / Re:vorrei iniziare ad ascoltare jazz...
« il: Luglio 14, 2017, 06:44:42 pm »
Domandona!!! Ti posso dare solo la mia piccola esperienza di ascoltatore e amante del Jazz.
Innanzitutto devi pensare che il Jazz come la musica classica non è un genere ma un universo di modi, stili, sfumature, contaminazioni, evoluzioni ecc. ecc., il tutto concentrato in poco più di un secolo di storia.C'è il Jazz "nero" che vede le sue origini dall'arrivo degli schiavi nelle Americhe (soprattutto il nord),e la contaminazione delle loro musiche e ritmi con la cultura bianca, e non cosa da poco con gli strumenti dei bianchi. Da quì arrivano i canti religiosi (gospels), i canti di lavoro (blues), le musiche da ballo, funerali e cerimonie per piccoli gruppi o per banda. Col tempo si sdogana e contamina ulteriormente diventando anche musica per "bianchi" non solo nell'ascolto ma anche come strumentisti che a loro volta portano ulteriori contaminazioni, penso innanzitutto alle musiche popolari o alla musica della tradizione ebraica. E via passo passo fino ad oggi.
Molti pensano che il Jazz sia solo rumore o improvvisazione, ma in realtà non è vero e un buon strumentista Jazz non ha nulla da invidiare a un buon strumentista classico (la creatività è altra cosa).
Quello che ti posso consigliare è di leggere un po di storia del Jazz accompagnata da ascolti mirati per genere e epoca. In internet ora si trova praticamente tutto. Per te che ovviamente ami come strumento il piano ti consiglierei magari di partire da un lavoro del 1973 di Keith Jarret, "Koln concert",  un concerto live per solo piano, decisamente accattivante (forse un po troppo) e di impatto soft.
Ci sono pianisti molto bravi, mi vengono in mente Teolonius Monk o Don Pullen ad esempio, o andando su cose più "orecchiabili" la grande Nina Simone. Vedi un po, è un mondo da esplorare e, come dice un famoso detto: "quando senti musica che non capisci allora è Jazz!"

Scusa ora se divago un pochetto, ma ho seguito con interesse la tua famosa domanda "se e come affrontare con profitto lo studio del piano e/o composizione e/o direzione d'orchestra.
Io non posso darti risposte professionali, a quelle hanno pensato con competenza Pianoth e Antares.
Volevo solo dirti che l'asticella che hai posto è molto alta e che magari non superarla come vorresti non vuol dire aver fallito. Tanto per capirsi fra il suonare l'organo nella chiesa del quartiere e il Maestro Muti c'è di mezzo un oceano di ottimi musicisti e talenti. Il mondo ne ha estremo bisogno:

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Tecnica / metronomo si o no
« il: Luglio 10, 2017, 04:12:20 pm »
Mi sto cimentando con il 47 del Mikrokosmos (kermesse), bello tostino e bastardino se posso dire, a partire dal tempo in 2/2.
Sarebbe tutto risolto, a parte la velocità d'esecuzione, se non fosse che nella parte finale (nelle ultime nove battute) se seguo il metronomo mi aggroviglio e tendo a "mangiarmi" il tempo. Senza metronomo in funzione non accade, però penso che la vera difficoltà sia proprio nel raggiungere la correttezza esecutiva con la sinistra che (apparentemente) accellera e la destra statica nel movimento.
Paradossalmente se velocizzo l'esecuzione il problema diminuisce, ma ho sempre paura di accellerare. Io penso comunque sia giusto impormi il metronomo (anche a bassa velocità). Non sono un veneratore del "battitempo" e comunque nelle prime due parti dell'esercizio fila tutto liscio, è solo il finale che tende a fregarmi e penso che il B. abbia inserito questa piccola trappola a bella posta. E' giusto insistere con il Tic-Tac?

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Di tutto e di più / es. n° 8 Duvernoy
« il: Luglio 08, 2017, 10:23:32 am »
Nella sezione metodi del sito e nello specifico nei 25 studi facili del Duvernoy, ho notato che non è presente l'esercizio n° 8, non penso sia dimenticanza, a cosa è dovuta tale decisione? Tanto per dire lo salto o lo studio ugualmente?

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Tecnica / questioni di tempo
« il: Luglio 05, 2017, 05:59:15 pm »
Sto affrontando un esercizio con tempo 2/2. Nella scrittura (visto sul pentagramma) sembra identico al 4/4, ma evidentemente qualche cosa mi sfugge. Il Rossi lo paragona al tempo tagliato, definito a cappella o alla breve. Il tempo tagliato, soprattutto nel jazz lo ho già incontrato e ne capisco la funzione, ma in questo caso in parte mi sfugge. In particolare, per entrare nel merito, l'accentazione da usare nell'esecuzione delle note nelle battute. Esecuzioni ascoltate sul sito non mi hanno dato grande aiuto anche perché è brano abbastanza veloce e corto e i dettagli sfuggono.
Per chi vuole farsi un'idea è il 47 Mikrokosmos di B. che dopo pausa utilizzata ad approfondire altre cose e autori ho ripreso a studiare.
Ci sarebbe anche la "questioncella" dell'uso del pedale (nel suddetto esercizio), mai da me prima affrontata ma non vorrei mettere troppa "ciccia" al fuoco visto che sono vegetariano ;D.

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Tecnica / Studio a mani separate
« il: Luglio 02, 2017, 10:56:04 am »
Come tutti i bravi allievi, anche se autodidatta, cerco di attenermi alla massima "studio a mani separate", mi accorgo però che più il tempo passa più il consiglio mi va stretto. Mi spiego, quando affronto un nuovo lavoro faccio lavorare le due mani separatamente per il tempo necessario ad avere un minimo di padronanza sia come lettura che come scorrevolezza prestando ovviamente attenzione alla diteggiatura indicata. Subito dopo però vado a mani unite, magari a velocità bradipo, però preferisco così. Non aspetto insomma di avere piena padronanza dell'esecuzione a mani separate, anche perchè a me sembra che esercizio o melodia che sia mi risulta più chiaro il lavoro a mani unite e costringo il cervello a fare una lettura unita dei due pentagrammi (cosa che mi sembra francamente più utile). Sbaglio?

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Tecnica / Re:Passaggio indigesto
« il: Giugno 26, 2017, 03:13:10 pm »
Risposta come al solito esauriente e, per quanto mi riguarda, integrata egregiamente da quanto detto a F. Campanella in risposta alla questione della memorizzazione.
Quando faccio un brano o un esercizio (una volta decentemente studiato) la mia mente si concentra solo su alcuni passaggi, di solito i più complicati, in altre parti mi figuro dei movimenti particolari delle mani, in altri ancora tutto scorre in "automatico". La mente mette nei suoi cassetti tutto questo indipendentemente dalla mia volontà cosciente. Aggiungo che quando eseguo una melodia tutto diventa più semplice che non in un esercizio tecnico, e che di solito quello che all'inizio mi sembrava più complicato nel proseguio diventa la parte più semplice da eseguire, forse perchè costretto a dedicarvi più tempo e attenzione.
Finisco il mio pistolotto ;D dicendo che ora comunque quel famigerato passaggio mi riesce decentemente in un tempo accettabile e passo oltre senza sentirmi la coscienza sporca, resta il fatto che rimane francamente un esercizio barboso!!!

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