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Post - Roberto S. Persi

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Tecnica / Re:Hanon e metodo di studio
« il: Luglio 22, 2017, 10:40:56 am »
Il metronomo non è un dogma, ma forse se usandolo ti si creano problemi di mantenimento del giusto ritmo qualche cosa che non funziona c'è. Forse credi di andare più "velocina" senza uso del metronomo ma non è detto che tu vada con il tempo corretto. Allora è maglio impostare una velocità più bassa e stare correttamente all'interno delle battute e solo poi aumentare progressivamente.
All'inizio la correttezza dell'esecuzione è sicuramente molto più importante della velocità, altrimenti c'è il rischio di trascinarsi nel tempo errori e problemi (prova solo a pensare cosa potrebbe succedere se ti trovassi a suonare con altri senza riuscire a rispettare i tempi giusti).

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About Jazz / Re:vorrei iniziare ad ascoltare jazz...
« il: Luglio 14, 2017, 06:44:42 pm »
Domandona!!! Ti posso dare solo la mia piccola esperienza di ascoltatore e amante del Jazz.
Innanzitutto devi pensare che il Jazz come la musica classica non è un genere ma un universo di modi, stili, sfumature, contaminazioni, evoluzioni ecc. ecc., il tutto concentrato in poco più di un secolo di storia.C'è il Jazz "nero" che vede le sue origini dall'arrivo degli schiavi nelle Americhe (soprattutto il nord),e la contaminazione delle loro musiche e ritmi con la cultura bianca, e non cosa da poco con gli strumenti dei bianchi. Da quì arrivano i canti religiosi (gospels), i canti di lavoro (blues), le musiche da ballo, funerali e cerimonie per piccoli gruppi o per banda. Col tempo si sdogana e contamina ulteriormente diventando anche musica per "bianchi" non solo nell'ascolto ma anche come strumentisti che a loro volta portano ulteriori contaminazioni, penso innanzitutto alle musiche popolari o alla musica della tradizione ebraica. E via passo passo fino ad oggi.
Molti pensano che il Jazz sia solo rumore o improvvisazione, ma in realtà non è vero e un buon strumentista Jazz non ha nulla da invidiare a un buon strumentista classico (la creatività è altra cosa).
Quello che ti posso consigliare è di leggere un po di storia del Jazz accompagnata da ascolti mirati per genere e epoca. In internet ora si trova praticamente tutto. Per te che ovviamente ami come strumento il piano ti consiglierei magari di partire da un lavoro del 1973 di Keith Jarret, "Koln concert",  un concerto live per solo piano, decisamente accattivante (forse un po troppo) e di impatto soft.
Ci sono pianisti molto bravi, mi vengono in mente Teolonius Monk o Don Pullen ad esempio, o andando su cose più "orecchiabili" la grande Nina Simone. Vedi un po, è un mondo da esplorare e, come dice un famoso detto: "quando senti musica che non capisci allora è Jazz!"

Scusa ora se divago un pochetto, ma ho seguito con interesse la tua famosa domanda "se e come affrontare con profitto lo studio del piano e/o composizione e/o direzione d'orchestra.
Io non posso darti risposte professionali, a quelle hanno pensato con competenza Pianoth e Antares.
Volevo solo dirti che l'asticella che hai posto è molto alta e che magari non superarla come vorresti non vuol dire aver fallito. Tanto per capirsi fra il suonare l'organo nella chiesa del quartiere e il Maestro Muti c'è di mezzo un oceano di ottimi musicisti e talenti. Il mondo ne ha estremo bisogno:

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Tecnica / metronomo si o no
« il: Luglio 10, 2017, 04:12:20 pm »
Mi sto cimentando con il 47 del Mikrokosmos (kermesse), bello tostino e bastardino se posso dire, a partire dal tempo in 2/2.
Sarebbe tutto risolto, a parte la velocità d'esecuzione, se non fosse che nella parte finale (nelle ultime nove battute) se seguo il metronomo mi aggroviglio e tendo a "mangiarmi" il tempo. Senza metronomo in funzione non accade, però penso che la vera difficoltà sia proprio nel raggiungere la correttezza esecutiva con la sinistra che (apparentemente) accellera e la destra statica nel movimento.
Paradossalmente se velocizzo l'esecuzione il problema diminuisce, ma ho sempre paura di accellerare. Io penso comunque sia giusto impormi il metronomo (anche a bassa velocità). Non sono un veneratore del "battitempo" e comunque nelle prime due parti dell'esercizio fila tutto liscio, è solo il finale che tende a fregarmi e penso che il B. abbia inserito questa piccola trappola a bella posta. E' giusto insistere con il Tic-Tac?

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Di tutto e di più / es. n° 8 Duvernoy
« il: Luglio 08, 2017, 10:23:32 am »
Nella sezione metodi del sito e nello specifico nei 25 studi facili del Duvernoy, ho notato che non è presente l'esercizio n° 8, non penso sia dimenticanza, a cosa è dovuta tale decisione? Tanto per dire lo salto o lo studio ugualmente?

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Tecnica / questioni di tempo
« il: Luglio 05, 2017, 05:59:15 pm »
Sto affrontando un esercizio con tempo 2/2. Nella scrittura (visto sul pentagramma) sembra identico al 4/4, ma evidentemente qualche cosa mi sfugge. Il Rossi lo paragona al tempo tagliato, definito a cappella o alla breve. Il tempo tagliato, soprattutto nel jazz lo ho già incontrato e ne capisco la funzione, ma in questo caso in parte mi sfugge. In particolare, per entrare nel merito, l'accentazione da usare nell'esecuzione delle note nelle battute. Esecuzioni ascoltate sul sito non mi hanno dato grande aiuto anche perché è brano abbastanza veloce e corto e i dettagli sfuggono.
Per chi vuole farsi un'idea è il 47 Mikrokosmos di B. che dopo pausa utilizzata ad approfondire altre cose e autori ho ripreso a studiare.
Ci sarebbe anche la "questioncella" dell'uso del pedale (nel suddetto esercizio), mai da me prima affrontata ma non vorrei mettere troppa "ciccia" al fuoco visto che sono vegetariano ;D.

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Tecnica / Studio a mani separate
« il: Luglio 02, 2017, 10:56:04 am »
Come tutti i bravi allievi, anche se autodidatta, cerco di attenermi alla massima "studio a mani separate", mi accorgo però che più il tempo passa più il consiglio mi va stretto. Mi spiego, quando affronto un nuovo lavoro faccio lavorare le due mani separatamente per il tempo necessario ad avere un minimo di padronanza sia come lettura che come scorrevolezza prestando ovviamente attenzione alla diteggiatura indicata. Subito dopo però vado a mani unite, magari a velocità bradipo, però preferisco così. Non aspetto insomma di avere piena padronanza dell'esecuzione a mani separate, anche perchè a me sembra che esercizio o melodia che sia mi risulta più chiaro il lavoro a mani unite e costringo il cervello a fare una lettura unita dei due pentagrammi (cosa che mi sembra francamente più utile). Sbaglio?

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Tecnica / Re:Passaggio indigesto
« il: Giugno 26, 2017, 03:13:10 pm »
Risposta come al solito esauriente e, per quanto mi riguarda, integrata egregiamente da quanto detto a F. Campanella in risposta alla questione della memorizzazione.
Quando faccio un brano o un esercizio (una volta decentemente studiato) la mia mente si concentra solo su alcuni passaggi, di solito i più complicati, in altre parti mi figuro dei movimenti particolari delle mani, in altri ancora tutto scorre in "automatico". La mente mette nei suoi cassetti tutto questo indipendentemente dalla mia volontà cosciente. Aggiungo che quando eseguo una melodia tutto diventa più semplice che non in un esercizio tecnico, e che di solito quello che all'inizio mi sembrava più complicato nel proseguio diventa la parte più semplice da eseguire, forse perchè costretto a dedicarvi più tempo e attenzione.
Finisco il mio pistolotto ;D dicendo che ora comunque quel famigerato passaggio mi riesce decentemente in un tempo accettabile e passo oltre senza sentirmi la coscienza sporca, resta il fatto che rimane francamente un esercizio barboso!!!

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Tecnica / Passaggio indigesto
« il: Giugno 23, 2017, 06:20:37 pm »
Pongo un piccolo quesito sul modo di affrontare gli esercizi.
In un esercizio (non brano intendiamoci) c'è un piccolo passaggio che mi risulta ostico, non tanto dal punto di vista tecnico ma mentale, mi spiego, so come va fatto e lo posso ripetere 100 volte senza sbagliarlo, ma quando affronto tutto l'es. complessivamente lì e quasi sempre solo lì mi incaglio, non è questione di velocità  eccessiva o altro, proprio non riesco a farlo diventare scorrevole. Devo dire che l'esercizio complessivamente non mi fa impazzire di gioia e che altre parti molto più complicate, a detta del tutorial di pianosolo, le ho risolte molto velocemente.
Fosse un brano mi sentirei per forza costretto ad insistere ma in questo caso non è meglio forse che soprassieda e vada oltre? Forse incaponirsi non è produttivo e quel nodo da sciogliere magari si dissolverà affrontando gli esercizi successivi. Non dico abbandonarlo, ma non sentirmi bloccato da quel maledetto passaggio in se sempliciotto.
Che ne dicono gli esperti?

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Di tutto e di più / Re:Pianoth si è diplomato in pianoforte oggi! :-)
« il: Giugno 22, 2017, 10:55:11 am »
Decisamente si può dire che non sono braccia rubate all'agricoltura (con tutto il rispetto per  contadini e braccianti vari). Complimenti, ma che avevamo a che fare con un "genietto" lo si poteva ben capire dagli interventi in forum.
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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Giugno 06, 2017, 03:33:20 pm »
Se vuoi comincia pure col Beyer, ma guardati intorno c'è molto altro, l'Hanon direi proprio di no. Per curiosità vai a vedere nella sez. "tecnica" le risposte che dà Pianoth sulla domanda "dolori al polso" prendendo in considerazione i vari modi e metodi di studio, così forse ti farai un'idea più chiara sul come affrontare lo studio del piano. Buon lavoro.

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Regole del forum e guida / Re:Psr s 950 pedaliera bheringer1010
« il: Giugno 03, 2017, 06:29:40 pm »
Io non me ne intendo e quindi non ti posso rispondere, ma penso che tu abbia sbagliato il luogo dove postare la domanda.
Se guardi l'indice c'è un luogo appositamente dedicato - "problemi tecnici"- dove forse ti possono dare delle risposte.

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Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Giugno 02, 2017, 08:33:43 am »
Scusate se mi intrometto.. ho seguito con molto interesse la vostra chiacchierata e le risposte (per me molto chiarificatrici) di Pianoth sul modo di studiare. Mi sono in questo modo liberato dalla malattia "ansia dell'Hanon" che non voleva proprio mollarmi. spiego... Leggendo quà e là prima o poi compariva sto maledetto Hanon come scoglio sul quale spiaccicarsi per diventare un vero suonatore di piano e mi chiedevo: "quando sarò finalmente pronto ad affrontare il mostro?". Ora non più, come si dice "sono nato pronto" e non me ne importa nulla.
Domanda secca sulle scale, io le sto imparando svolgendole su due ottave, vado avanti così o è preferibile affrontarle subito sull'estensione di quattro?
Domanda di riserva... lavoro sul Mikrokosmos (vol.2), il 176 del Duvernoy, Cesi Marciano, e di tanto in tanto (per il momento) butto un'occhio al corso di piano Blues, oltre a teoria e scale ovviamente, troppa carne al fuoco? E se no, è meglio affrontare il tutto a giorni alterni (due robe al giorno per dire) o è meglio fare magari poco ma sempre tutto?

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Di tutto e di più / Re:è finito Piano City 2017, arrivederci al 2018!
« il: Maggio 26, 2017, 05:18:01 pm »
L'hai messa giù proprio proprio dura... comunque condivido ogni virgola di quel che dici, la musica certo non ci salva ma un aiutino lo dà.
Quel che mi fa felice è che Putin, degno compare dell'americano, suona decisamente peggio di me (a vedere dal video che hai postato tempo fa).
Tirem avant con gli esercizi quotidiani vah...

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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Maggio 19, 2017, 10:13:58 am »
E' ovvio che con un insegnante tutto diventa più semplice e diretto... ma se non fosse così, o almeno non subito...
Se come mi pare di capire di teoria musicale non ne sai proprio nulla, non sarebbe per niente male che almeno i primi passi oltre che sul testo tu li faccia con un amico e/o conoscente qualche cosa n (non importa che suoni il piano) e ti dia delle dritte. I testi teorici per un neofita possono risultare un pò criptici anche perchè, penso, danno per scontato che ci sia sempre accanto un maestro che spiega.
Studia sempre con la tastiera a portata di mano e vedrai che tutto si spiega più facilmente.

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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Maggio 18, 2017, 10:27:48 pm »
Per farti un'idea dello studio del piano puoi intanto spulciare quello che ti offre questo sito. Se vai nella home page, sulla destra trovi alcune lezioni introduttive ("per cominciare") e così puoi avere un'idea di cosa potrai o dovrai fare. Penso che gli esercizi di base siano tutti più o meno simili. La teoria ovviamente è a prescindere.
Buon lavoro.

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