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Post - Roberto S. Persi

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Libri e Materiale didattico / Re:domanda ai responsabili di Pianosolo
« il: Aprile 18, 2017, 05:36:46 pm »
per il momento parto dal corso di Blues, come già detto in altro link, grazie per l'informazione, mi attivo subito.

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About Jazz / Re:informazioni su corso piano blues
« il: Aprile 17, 2017, 06:14:10 pm »
Scusa la domanda, ho già trovato il piano di studi cliccando sull'icona, grazie.

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About Jazz / Re:informazioni su corso piano blues
« il: Aprile 17, 2017, 06:10:51 pm »
penso proprio di prenderlo, sia perchè mi piace il Blues sia per diversificare lo studio (di impronta classica) che sto facendo.
Il piano del corso è visionabile anche prima?

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About Jazz / informazioni su corso piano blues
« il: Aprile 17, 2017, 08:20:30 am »
Ho visto che c'è in vendita un corso di  Piano Blues, vorrei sapere se possibile da quale livello è consigliato cominciare a frequentarlo. Nozioni di Blues ne ho parecchie, sia perchè mi piace (soprattutto quello rurale, "sporco", essenziale e acustico), sia perchè con altri strumenti lo ho anche praticato a livello amatoriale.

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Di tutto e di più / Re:Come farsi piacere lo studio del pianoforte.
« il: Aprile 17, 2017, 08:11:35 am »
Il pianoforte non è certo strumento di immediata soddisfazione, quando da ragazzino ho iniziato a strimpellare la chitarra dopo un paio di settimane già riuscivo a massacrare un qualche canzoncina e farla sentire agli amici, ora non è così.
Chi inizia questo percorso credo lo sappia, però, se non si è dei geni, l'approccio allo strumento impone anche lo studio di teoria e solfeggio, conoscenza delle scale e di come si formano gli accordi ecc. ecc.  sempre parlando di chitarra io gli accordi li eseguivo copiando i tabulati con righe e pallini non sapendo un fico di cosa volessero dire e di come si costruissero, le canzoni erano scritte con le frasi da cantare e relativi accordi scritti senza l'ombra di un pentagramma, solo in seguito la curiosità mi ha spinto ad approfondire.
Quello che voglio dire è che c'è il rischio di partire entusiasti e poi non vedendo immediati risultati o progressi sgonfiarsi e demotivarsi. C'è anche da dire che i progressi è più facile li vedano gli altri, è difficile essere buoni giudici di se stessi. Forse c64 dovrebbe registrarsi e risentirsi per rendersi conto di dove è, visto che la capacità di applicazione non gli manca forse deve intervenire sulle motivazioni.
Ps.
Per Paola... in sezione Jazz posterò una domanda per avere un parere/consiglio...

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Di tutto e di più / Re:Come farsi piacere lo studio del pianoforte.
« il: Aprile 16, 2017, 02:27:25 pm »
Ps.
Ma parli per caso di koyaanniscatsi colonna sonora di Philp Glass? Auguri...

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Di tutto e di più / Re:Come farsi piacere lo studio del pianoforte.
« il: Aprile 16, 2017, 02:19:17 pm »
Ripeto, se hai la fortuna (beato te) di essere seguito da un maestro devi prima di tutto discutere il problema con lui, fargli presente le difficoltà e chiedere specifici esercizi per superarle.  Il piacere innanzi tutto!! Ma... dei sacrifici vanno fatti, studiare scale, tempi, passaggi ecc. può non essere piacevole, quasi mai lo è, ma da lì bisogna passare per suonare decentemente sia Bach che i Righeira. L'importante è trovare lo svago e non incaponirsi solo su esercizi più o meno noiosi.
Se sedersi davanti al piano diventa una sofferenza forse c'è qualche cosa che non funziona, dice bene Sergiomusicale, anche saper leggere la musica è importante. Ad esempio se studi le terzine con specifico esercizio dedicato magari le impari ma non ne capisci lo scopo, se a questo colleghi un brano che le contempla come esecuzione ti diventano subito molto più chiare e facili da eseguire.

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Di tutto e di più / Re:Come farsi piacere lo studio del pianoforte.
« il: Aprile 16, 2017, 07:56:25 am »
Beh, prima di arrivare a Bach bisogna farne parecchia di strada, e bisogna vedere quale sia l'interesse (non me ne voglia Antares), magari c64 preferisce il Blues o il Jazz o altro ancora, la base iniziale per suonare è comunque la stessa. Se è seguito da un maestro dovrebbe prima di tutto parlarne con lui/lei, se studia da solo sarebbe interessante sapere quale "piano di lavoro" segue. Il piano non da soddisfazioni immediate e francamente gli esercizi puri non aiutano. Io credo che a parte la motivazione iniziale ci siano due cose importanti per andare avanti, vedere i progressi fatti e diversificare lo studio.
Penso che ci sia una platea vasta in questo forum che può dare una mano e suggerimenti.

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Armonia / Re:Scala di riferimento
« il: Aprile 09, 2017, 07:03:36 am »
Ci provo. Devo dire che dopo un periodo di interruzione forzata (purtroppo lunghetto) mi sto rimettendo in pari velocemente fin dove ero arrivato e mi sembra anche con maggior costrutto, forse a volte le pause servono...

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Armonia / Re:Scala di riferimento
« il: Aprile 08, 2017, 10:33:50 pm »
Il piccolo dubbio che la mancanza di alterazioni nel primo piano ( Do Re)  fosse dovuta all'assenza nell'esercizio delle suddette note mi era venuta, ma non si sa mai e poi si sà, Bartok non è proprio un esempio di convenzionalità. Taglio la testa al toro e come scala di riscaldamento all'esercizio tengo la Do diesis minore, male certo non fa.

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Armonia / Scala di riferimento
« il: Aprile 08, 2017, 06:13:38 pm »
Ho ripreso un esercizietto dal secondo volume Mikrokosmos, interessante (per me) come scioglidita. Si tratta del 44 a quattro mani. Io mi esercito solo sulla parte del primo piano. La mia domanda è... se piano II ha in chiave Fa Sol Do Re in diesis il richiamo è alla scala do Do diesis minore (credo), ma piano I con i soli Fa diesis e sol diesis a che scala si riferisce? Forse a nessuna visto che è solo un esercizio e anche abbastanza breve?

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Tecnica / Re:tempi al metronomo
« il: Aprile 02, 2017, 09:37:22 pm »
Tranquilla, la mia non era risposta polemica e non avevo nemmeno pensato che la tua contenesse critiche all'uso del metronomo in quanto tale. La mia era solo paura che (come capita spesso nel forum) la domanda posta all'inizio desse poi la stura a dissertazioni su tutto. In parte va bene ovviamente perchè si allargano gli orizzonti e si conoscono magari un po meglio gli interlocutori.
A proposito dell'uso eccessivo della tecnica sono pienamente in accordo, in musica così come in altre arti (ad esempio la pittura che destreggio decisamente meglio) la tecnica è e deve essere sempre e solo uno strumento e non il fine. Chi ne fa troppo sfoggio di solito nasconde altre pecche cercando di stupire più che emozionare. Ecco!!! anch'io sono uscito dal seminato. Data l'ora buonanotte a tutti.

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Libri e Materiale didattico / domanda ai responsabili di Pianosolo
« il: Aprile 02, 2017, 06:29:02 pm »
Circa due anni fa avevo acquistato online il Corso Cesi Marciano ma a causa di problemi sul mio Pc il Download si era perso in qualche meandro oscuro dell'etere e non sono mai riuscito a recuperarlo, pazienza. Ora vorrei riprovarci (internet sul mio Pc ora funziona bene).Non ricordo più il metodo di pagamento, io sono titolare di conto Bancoposta, posso fare bonifico via internet?
Già che ci sono altra domandina, forse più rivolta a Paola, il corso di PianoJazz mi stuzzica assai, è buono? Ma soprattutto da che livello parte?

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Tecnica / Re:tempi al metronomo
« il: Aprile 02, 2017, 06:12:57 pm »
Non era mia intenzione far diventare la mia domanda una discussione sul metronomo in quanto strumento didattico, le scuole di pensiero sono tante, per me l'importante è non farsi soverchiare dallo strumento in se, ma sono anche convinto della sua utilità, in certi frangenti porta allo scoperto difetti e difettucci che altrimenti non si percepiscono. Avendo io come riferimento principale nello studio il Mikrokosmos posso dire che di ogni esercizio viene riportato in testa il tempo a metronomo consigliato, esempio "allegro, un quarto a 96 ". Bartok avverte che per i primi due volumi il tempo è solo indicativo e non deve essere per forza rispettato, ma dal terzo in poi non si può rimanere sotto i tempi indicati se si vuol raggiungere una esecuzione tecnicamente valida e utile allo studio. La musicalità è altro affare e va curata (parallelamente) con altro impegno e sensibilità.

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Tecnica / Re:tempi al metronomo
« il: Aprile 01, 2017, 06:08:31 am »
Carino il nuovo look. Per il metronomo la questione è semplice (almeno per quanto mi riguarda), chi come me studia da solo cerca di darsi regole che sopperiscano in qualche modo ad una presenza esterna. Il metronomo non lo uso sempre, solo quando un esercizio e/o brano riesco a svolgerlo per intero e cerco di capire se la velocità di esecuzione è adeguata alle indicazioni o quanto ancora mi manca... devo dire poi che anche se batto sempre il "piedino" ho la tendenza ad accellerare e mangiare i passaggi veloci, in questo caso il metronomo serve a correggere il vizietto. Quando suono liberamente e magari interpreto un brano non uso metronomo e rallento o accellero come mi pare (facendo finta di essere un musicista insomma).

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