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Post - Roberto S. Persi

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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Maggio 19, 2017, 10:13:58 am »
E' ovvio che con un insegnante tutto diventa più semplice e diretto... ma se non fosse così, o almeno non subito...
Se come mi pare di capire di teoria musicale non ne sai proprio nulla, non sarebbe per niente male che almeno i primi passi oltre che sul testo tu li faccia con un amico e/o conoscente qualche cosa n (non importa che suoni il piano) e ti dia delle dritte. I testi teorici per un neofita possono risultare un pò criptici anche perchè, penso, danno per scontato che ci sia sempre accanto un maestro che spiega.
Studia sempre con la tastiera a portata di mano e vedrai che tutto si spiega più facilmente.

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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Maggio 18, 2017, 10:27:48 pm »
Per farti un'idea dello studio del piano puoi intanto spulciare quello che ti offre questo sito. Se vai nella home page, sulla destra trovi alcune lezioni introduttive ("per cominciare") e così puoi avere un'idea di cosa potrai o dovrai fare. Penso che gli esercizi di base siano tutti più o meno simili. La teoria ovviamente è a prescindere.
Buon lavoro.

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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Maggio 18, 2017, 09:10:09 pm »
La prima domanda è: conosci la musica? Ovviamente intesa come i fondamenti per affrontare un qualsiasi strumento, es. note, scale, accordi, lettura di un pentagramma ecc. ecc., se si bene (almeno per iniziare) se no prendi subito un testo di teoria musicale. Tutti indicano il Luigi Rossi come il migliore.
Per il resto Antares ha ragione, Dovresti indicare quali sono i tuoi interessi o desideri. Fra le altre cose intendi per tastiera una pianola elettronica, un simil piano con tasti pesati, e quanti tasti ha, i classici da piano (88) o una versione ridotta?

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Di tutto e di più / Re:Pezzo piano stupendo e sconosciuto !
« il: Maggio 13, 2017, 08:19:19 am »
Io avevo ascoltato subito il brano postato e mi ero astenuto da ogni giudizio perchè non sarebbe risultato particolarmente benevolo, ti assicuro che io non sono un dio della musica... anzi... ma questo mi sembra proprio un jingle pubblicitario che può funzionare per i primi 30 secondi poi francamente diventa noioso. Io ci ho provato ad ascoltarlo tutto ma dopo due minuti non reggo più, un pò come quei libri gialli che dopo dieci pagine sai già chi è l'assassino.
Ma non devi prendertela, ognuno ha i suoi gusti (sapessi che robe ascolto io) e se chiedi un giudizio devi anche saperlo accettare.
Con affetto :)

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Teoria musicale / Re:Come si studia un esercizio?
« il: Maggio 05, 2017, 10:49:11 pm »
Forse ti sarò sembrato un tantino duretto nel darti i miei miseri consigli, ma ti assicuro che arrivano da uno che è nella tua stessa situazione, forse un tantino più avanti ma non poi molto. Se sei costante e soprattutto curioso di esplorare vedrai che a breve sarai tu a darti un percorso di studio seguendo anche il gusto. Per dire, io il Beyer ho smesso di seguirlo quando ero circa all'esercizio 70 o 71 perchè ho trovato altro che a me sembrava (sembra) più valido e ora studio con più convinzione e soprattutto piacere.Ho seguito le chiacchiere e discussioni nel forum trovando piano piano quella che mi sembra la "mia" strada giusta. Ciò che è valido per uno lo è meno per un altro, l'importante è applicarsi e seguire i fondamentali necessari a prescindere per un brano di Mozart o di Piripicchio...
Se poi ti piace suonare il piano è comunque tutta discesa, anche la "cima Coppi".

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Teoria musicale / Re:Come si studia un esercizio?
« il: Maggio 05, 2017, 04:35:00 pm »
Se sei al 30 del Beyer la coordinazione delle mani è di là da venire (se per questo intendi la capacità di farle lavorare insieme ma con articolazione indipendente). Per quanto riguarda invece la soddisfazione per la "buona" esecuzione... beh scorda anche quello, mai essere soddisfatti!!! Tutto viene nel tempo e i progressi da soli è veramente difficile vederli. Studia molto a mani separate e lentamente, ricorda che la precisione in questa fase è decisamente  più importante e utile della velocità.
Per quanto riguarda gli esercizi propedeutici... noiosi... è decisamente meglio farli, magari non più di 10/20 minuti, ma ti assicuro servono, all'inizio è molto più bastone che carota ma poi vedrai che soddisfazione. Quando sei circa a metà Beyer (dal 60 in poi più o meno) puoi cominciare a mettere il naso sul Duvernoy 176, annusare lo Czerny 599 e altri trattatelli che puoi incontrare, ma non prima ne rimarresti solo demotivato. Le scale invece iniziale subito, una a settimana magari. Teoria e solfeggio inutile dirlo sempre utili e necessarie. Ultima cosa è la costanza, magari solo una mezzoretta al giorno quando ti senti stanco, ma sempre. Buon lavoro e divertimento (prima o poi arriva anche quello).

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Tecnica / Re:sempre a proposito di scale
« il: Maggio 04, 2017, 02:50:14 pm »
Ok, faccio tesoro dell'indicazione.

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Tecnica / sempre a proposito di scale
« il: Maggio 04, 2017, 11:18:21 am »
Il mio studio delle scale è ancora un pò zoppicante, non le ho ancora affrontate tutte, e in passato ho fatto l'errore (almeno per me è così) di impostarmi prima sulle maggiori e solo dopo sulle minori. Ora sono convinto sia meglio abbinare subito allo studio della maggiore la sua relativa minore, tanto per farsi l'orecchio..... Domandona: Minore naturale, armonica e melodica, mi sembra di aver capito che la minore armonica sia più importante a livello teorico che pratico mentre naturale e soprattutto melodica sono più utilizzate nelle esecuzioni. Nello studio pratico devo comunque affrontarle con la stessa determinazione o la minore armonica può essere per così dire un pò "tirata via" ?
Se ho detto una colossale cretinata abbiate pietà di me, sono solo un principiante pasticcione ;D

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Tecnica / Re:Esecuzione de: "Il Gatto solitario" di C. Salerno
« il: Maggio 01, 2017, 09:01:57 pm »
E come disse il saggio il suggerimento di Pianoth è "Cassazione", quello che mi manca personalmente è l'uso del pedale, ancora mai toccato ma prima o poi bisogna...

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Tecnica / Re:Esecuzione de: "Il Gatto solitario" di C. Salerno
« il: Maggio 01, 2017, 05:02:25 pm »
Io una risposta precisa francamente non te la so dare, in effetti rende un pò perplessi (tieni conto che sono principiante), ho un vago ricordo di una situazione simile  in una battuta di un esercizio del Beyer.
Io risolverei comunque così, con la destra batti il Re e con la sinistra Sol Do, il Re lo ribatti con la destra e avanti così (anche per l'altra battuta). Ho provato al piano e funziona.
Se altri sanno dare spiegazioni migliori ben vengano, sono curioso anch'io.

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Di tutto e di più / Re:A chi rivolgersi
« il: Maggio 01, 2017, 04:47:00 pm »
Non posso darti dei suggerimenti specifici perchè vivo nella provincia di Milano, ma sono sicuro che se cerchi qualche scuola popolare o di zona la trovi e i prezzi sono sempre comunque inferiori a quelli di un insegnante privato. Certo avere lo strumento a casa è fondamentale. Se conosci qualche negozio di musica (non dischi ma strumenti musicali, spartiti manuali ecc.) sicuramente il personale è a conoscenza di scuole musicali da contattare.Pensa anche però che di solito questo è il periodo peggiore perchè si va verso la fine dei corsi di studio, e facilmente ti indirizzano a dopo il periodo estivo.
Buona fortuna, penso che qualche "milanese" che ti possa dare maggiori informazioni quì lo trovi di sicuro.

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Tecnica / Re:domandina più o meno tecnica...
« il: Aprile 30, 2017, 10:29:53 am »
Più o meno ho risolto. Lo studio a mani separate è risultato abbastanza semplice, e anche in seguito lo studio in parti come da te suggerito, il problema è sorto particolarmente nel riuscire a legare le varie parti tra loro, all'inizio la seconda con la terza (La destra nella terza si sposta battuta per battuta in altra posizione) e poi come già accennato dalla battuta 17 alla 20. La parte finale non ha rappresentato particolari problemi.
A velocità "bradipo" finalmente ho legato il tutto, ma soprattutto ho introiettato i movimenti rendendoli fluidi mentre prima mi sembravano veramente poco naturali. Ora il bello sarà riuscire a rimarcare con la dovuta sensibilità la differenza di tocco fra Piano e Mezzoforte che si alternano fra destra e sinistra sviluppando una linea melodica molto piacevole.Su YouTube ho ascoltato due versioni veramente ben fatte e un tutorial orrendo e fracassone.
Per finire dico che ci sono esercizi che quando si incontrano rappresentano una piccola svolta e valgono 10 volte altri esercizi perchè (a mio parere) aprono più a livello mentale che tecnico nuove porte. Questo mi sembra ne faccia parte ed è il motivo per il quale non mi va di "tirarlo via" in qualche modo purchè sia...
Sulle scale recepisco il suggerimento.
Grazie per le spiegazioni, sempre precise e attente.

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Tecnica / domandina più o meno tecnica...
« il: Aprile 30, 2017, 09:27:06 am »
Dopo lunga interruzione (non programmata e non voluta) di quasi un anno ho ripreso un paio di mesi fa i miei studi al piano, ovviamente ho pensato prima di portarmi in pari con quello che già avevo fatto prima della pausa. Mi sono accorto con piacere che ci ho messo poco a recuperare il tempo perduto con risultati che mi sembrano anche migliori e più consapevoli su esercizi già fatti, e da poco affronto cose nuove.
Domandina... Quasi me ne vergogno...  ma il branetto 45 del Mikrokosmos mi ha fatto letteralmente sputare sangue e ancora non lo destreggio bene. Mi sembra che i due precedenti siano apparentemente più complicati, li ho affrontati e risolti senza problemi. Mi sbaglio forse sulla difficoltà? Aggiungo che questa breve melodia mi piace assai e ne ho sentite due tre versioni veramente accattivanti (devo dire che ho anche visto/sentito un tutorial orrendo), insomma mi da piacere studiarlo e quindi mi deprime non avere risultati soddisfacenti.
E' la parte centrale che mi frega, soprattutto le battute 19 e 20 (ci arrivo con affanno). Può essere che ci siano difficoltà che io non ravviso? Può essere che sbaglio l'approccio? Può essere infine che ci siano esercizi che risultano complicati a prescindere dalla loro reale difficoltà? Può entrarci il fatto che la scala di MIb maggiore a cui penso faccia riferimento non l'ho ancora studiata bene?
Comunque non mollo, la meta è vicina e ho un bel fine settimana da dedicarci (in contemporanea faccio anche altri esercizi ovviamente) e ne verrò sicuramente a capo, solo volevo sapere se anche altri si sono trovati impantanati in passaggi apparentemente semplici senza capirne il reale motivo.

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Libri e Materiale didattico / Re:La grammatica della musica
« il: Aprile 30, 2017, 06:27:56 am »
Premetto che me lo sono portato a casa, e in effetti per gli argomenti trattati 200 paginette sono pochine, ma nella premessa (per il momento ho letto solo quella) l'autore mette per così dire le mani avanti avvertendo che è una semplice infarinatura per dare stimoli all'approfondimento e per affrontare anche il semplice ascolto con qualche nozione di base. Indica anche che sarebbe preferibile durante la lettura avere a portata di mano una tastiera (di qualsiasi genere) per cercare di suonare gli esempi proposti.
L'unica perplessità (ribadendo che leggere non fa comunque mai male) è sul fatto che possano essere nozioni un pò datate (1965), non nelle basi fondamentali che penso siano immutabili, ma nel loro sviluppo. Vedrem...

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Libri e Materiale didattico / La grammatica della musica
« il: Aprile 29, 2017, 02:37:33 pm »
Oggi ho trovato in biblioteca il libro "La grammatica della musica" di Otto Karoly (edizioni Piccola Biblioteca Einaudi), la presentazione è accattivante, qualcuno ne sa qualche cosa.. lo ha letto... insomma sa dirmi se ne vale la pena?
Considerate che in ogni caso penso che leggere un libro non fa mai male... :)

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