Autore Topic: Puntino e legatura  (Letto 449 volte)

Offline pasquale messali

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Puntino e legatura
« il: Gennaio 02, 2012, 09:24:40 »
Qual è l’effetto del puntino sulle note che si trovano sotto la legatura di portamento?

Offline pasquale messali

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #1 il: Gennaio 06, 2012, 12:59:19 »
Probabilmente, devo aver formulato una domanda troppo sciocca, perché non ho avuto risposta.
Ho dato una sbirciatina su vari libri, ma in nessuno viene spiegato come si eseguono le note con il puntino sotto la legatura di portamento.
Poiché il mio dubbio rimane, non mi resta che cercare in qualche altro forum.

Offline Carm

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #2 il: Gennaio 06, 2012, 02:07:36 »
La tua domanda è interessante. Il problema è che chi potrebbe risponderti non sempre è connesso al forum. Cerco sui libri miei di teoria e vedo se trovo qualcosa =)
"L'arte musicale è godimento sublime per chi l'ascolta, e al tempo stesso, tormento perenne per chi la produce"

Offline sergiomusicale

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #3 il: Gennaio 06, 2012, 02:55:37 »
Forse ognuno attendeva qualche altro con una risposta pù intelligente? ...  ;D
Caso 1 puntino a lato della nota= a me veniva solo di dire che sono due fatti separati, ossia il puntino prosegue nella durata della nota... e la legatura di portamento serve a legare l'esecuzione. Se avessi trovato una nota di valore diverso sotto la legatura come l'avresti suonata?  probabilmente non ti saresti posto alcun problema... allora perchè porselo di fronte al puntino che niente fa se non allungare il tempo di esecuzione della metà del valore della nota a cui si riferisce....
Caso 2 puntino sopra la nota = in questo caso occorre eseguire uno staccato, che deve essere portato...  eseguito "legando" le note, quindi come riducendone la durata, accostando una pausa, ma considerando il tutto facente parte di un singolo respiro... più difficile a dirsi che a farsi ???
  questo mi sarebbe venuto in mente di dire ... ma ... che qualche altro abbia una chiave speciale di lettura?  ::)

Offline Carm

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #4 il: Gennaio 06, 2012, 02:58:43 »
Forse ognuno attendeva qualche altro con una risposta pù intelligente? ...  ;D
Caso 1 puntino a lato della nota= a me veniva solo di dire che sono due fatti separati, ossia il puntino prosegue nella durata della nota... e la legatura di portamento serve a legare l'esecuzione. Se avessi trovato una nota di valore diverso sotto la legatura come l'avresti suonata?  probabilmente non ti saresti posto alcun problema... allora perchè porselo di fronte al puntino che niente fa se non allungare il tempo di esecuzione della metà del valore della nota a cui si riferisce....
Caso 2 puntino sopra la nota = in questo caso occorre eseguire uno staccato, che deve essere portato...  eseguito "legando" le note, quindi come riducendone la durata, accostando una pausa, ma considerando il tutto facente parte di un singolo respiro... più difficile a dirsi che a farsi ???
  questo mi sarebbe venuto in mente di dire ... ma ... che qualche altro abbia una chiave speciale di lettura?  ::)

Io ho trovato un dettaglio aggiuntivo a quello che hai detto tu: il puntino sopra o sotto la nota la diminuisce di metà del suo valore. Quindi l'esecuzione dovrebbe avere una piccola pausa all'interno del segno di legatura.
http://www.pianosolo.it/2009/10/04/legato-e-staccato-la-differenza/
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Offline sergiomusicale

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #5 il: Gennaio 06, 2012, 03:35:07 »
Esatto, di fatto la domanda di pasquale ha intrinsecamente una contraddizione... legato-staccato suona un controsenso io credo che si debba "sentirlo" forse più che cercare di suonarlo, forse in questo senso si riesce a fare delle pause come "sospese"  :-\

Offline yonapot

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #6 il: Gennaio 18, 2012, 01:02:24 »
Legato e staccato sono in contraddizione ma in questo caso è" un'appoggiatura", ovvero il movimento che compie la mano è diverso rispetto ad uno staccato, ma come suggerisce la parola stessa la mano si poggia e stacca e non percuote la nota come per uno staccato.
Alcuni anni fa ho studiato l'Album per la gioventù di Schumann(ottimi pezzi per lo studio)e in parecchi di questi era presente il "legato e staccato"e in specialmodo in questo pezzo è presente dall'inizio alla fine - Armes Waisenkind -
http://www.youtube.com/watch?v=d0VkDWTvmiY&list=UUMjPZXjPSOiVwQhBNJVnAlQ&index=38&feature=plcp
senti le note legate ma staccate,spero di esserti stato utile,se ha voglia studialo perchè bello e utile,o perlomeno a me piaceva.
ciao
« Ultima modifica: Gennaio 18, 2012, 01:15:27 da yonapot »

Offline yonapot

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #7 il: Gennaio 18, 2012, 01:48:42 »
il "trucco"sta nel non pigiare i tasti fino a fine corsa ma fermasi appena il martelletto tocca la corda,quindi un leggero affondo,appena senti l'attacco alzi la mano, equilibrato e morbido ,con un po' di esercizio lo farai benissimo!

Offline pasquale messali

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #8 il: Gennaio 18, 2012, 01:54:20 »
Ringrazio tutti coloro che hanno risposto al mio post.

Offline Max Forte

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #9 il: Gennaio 18, 2012, 02:48:19 »
Probabilmente, devo aver formulato una domanda troppo sciocca, perché non ho avuto risposta.

Sinceramente aspettavo di avere un attimo di tempo per risponderti, perché riguardo alla tua domanda ho qualcosa di interessante da raccontare, ma il tempo l'ho trovato solo oggi. Però, meglio tardi che mai ;)

Devo partire con una premessa.
Quando studiavo il pianoforte, avevo un insegnante che mi invitava a non prendere MAI le sue parole come vangelo, ma a cercare di crearmi un'opinione personale anche e soprattutto attraverso l'ascolto dei grandi interpreti, e aggiungeva (lo ricordo come fosse ieri) che le cosiddette regole, nella musica, sono sempre "discrezionali e variabili". Io, da perfetto idiota quale ero da adolescente, guardavo a questo suo modo di parlare come a un segno di insicurezza, avrei preferito mi dicesse "questa cosa è così, punto e basta". Iniziai a capire che quel maestro era un grande (potrei dire "a dargli ascolto") quando ormai lo avevo abbandonato, maledizione. 
Fine premessa, ora provo a risponderti in base alla mia modesta esperienza.

Quando si parla di nota staccata sotto legatura, ci troviamo di fronte a due segnali stradali che fanno a pugni: l'uno lega, l'altro stacca. Come è possibile? A questo punto, come minimo, dobbiamo interrogarci: il signor Beethoven (o chi per lui) pensava forse che allo stesso incrocio potessero convivere uno stop e un diritto di precedenza? Quale razza di sbornia aveva preso prima di scrivere quel pentagramma?

Beethoven, quel giorno, non aveva preso nessuna sbornia: siamo noi che ameremmo disporre di una "segnaletica musicale" inequivocabile, analoga a quella del divieto di sosta e del senso unico. Il fatto è che non possiamo averla, e allora conviene (oltre che affidarci a dei buoni trattati di teoria) anche rimuginare autonomamente.

Dunque, dove può trovarsi il punto debole dell'accoppiata legatura+staccato?

Niente di più facile che uno dei due segni, talvolta, non non significhi esattamente "io lego", "io stacco".

E qui torno a parlare del mio vecchio insegnante (vecchio si fa per dire, è ancora in vita e piuttosto giovane, all'epoca era giovanissimo). Quando ebbi il tuo stesso dubbio, gli posi la fatidica domanda dell'apparente contraddizione tra legatura e staccato. Lui, a sua volta, mi rispose con un'altra domanda. Mi chiese: ce l'hai la ragazza? Io come al solito pensai "si facesse i cavoli suoi, una buona volta", poi risposi scocciato "sì, ce l'ho". Lui: siete molto legati? Io: "sì". Lui: "strano, mi sembra che in questo momento non siate così legati, non la vedo accanto a te sullo sgabello". Io: "che discorsi, maestro, (in realtà pensavo "CHE DISCORSI CRETINI, maestro") certo che siamo legati, ma mica rimaniamo appiccicati tutto il giorno, lei è in un posto, io sono in un altro".
A quel punto lo vidi sorridere e mi disse: hai mai pensato ad essere tu una nota, la tua ragazza un'altra, e che la legatura possa "legarvi" non soltanto fisicamente? Come vedi, in questo momento siete legati e contemporaneamente staccati. Non è un caso che la legatura sopra un gruppo di note si chiami "legatura di frase o di espressione o di portamento", perché può legare "idealmente", non solo fisicamente. Quando la vedi, puoi benissimo ipotizzare che l'idea del compositore sia quella di uno stretto legame tra note che in quell'istante si trovano fisicamente staccate.

Confesso che all'epoca quelle parole mi sembrarono una grande stupidaggine, ma credo che il vero stupido fossi io. Lui mi stava parlando di qualcosa di molto più profondo del semplice staccato/legato, parlava di interpretazione.

Non aggiungo altro, ma per farti un'idea di come risolvere l'enigma dello staccato/legato, ti consiglio di ascoltare i grandi interpreti. Ciascuno di loro te ne darà una propria "opinione", e tu diventerai un vero musicista ;)

Offline sergiomusicale

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #10 il: Gennaio 18, 2012, 03:08:30 »
Grazie MaxForte ... bella lezione! ... e non solo di Musica ...ma di vita!!!. Quasi quasi mi commuovo :'( è stupendo vedere come germogliano nel tempo i semi lasciati dalle persone intelligenti e sensibili, ed il tuo maestro lo era sicuramente  ::)  in tanta aridità di mondo è bellissimo ascoltare certe storie  :-*

Offline eligen

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #11 il: Gennaio 19, 2012, 09:05:21 »
Nel mio piccolo è uno dei post più belli e "istruttivi" che abbia mai letto, grazie !

Offline Paola

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #12 il: Gennaio 20, 2012, 09:02:52 »
Probabilmente, devo aver formulato una domanda troppo sciocca, perché non ho avuto risposta.

Sinceramente aspettavo di avere un attimo di tempo per risponderti, perché riguardo alla tua domanda ho qualcosa di interessante da raccontare, ma il tempo l'ho trovato solo oggi. Però, meglio tardi che mai ;)

Devo partire con una premessa.
Quando studiavo il pianoforte, avevo un insegnante che mi invitava a non prendere MAI le sue parole come vangelo, ma a cercare di crearmi un'opinione personale anche e soprattutto attraverso l'ascolto dei grandi interpreti, e aggiungeva (lo ricordo come fosse ieri) che le cosiddette regole, nella musica, sono sempre "discrezionali e variabili". Io, da perfetto idiota quale ero da adolescente, guardavo a questo suo modo di parlare come a un segno di insicurezza, avrei preferito mi dicesse "questa cosa è così, punto e basta". Iniziai a capire che quel maestro era un grande (potrei dire "a dargli ascolto") quando ormai lo avevo abbandonato, maledizione. 
Fine premessa, ora provo a risponderti in base alla mia modesta esperienza.

Quando si parla di nota staccata sotto legatura, ci troviamo di fronte a due segnali stradali che fanno a pugni: l'uno lega, l'altro stacca. Come è possibile? A questo punto, come minimo, dobbiamo interrogarci: il signor Beethoven (o chi per lui) pensava forse che allo stesso incrocio potessero convivere uno stop e un diritto di precedenza? Quale razza di sbornia aveva preso prima di scrivere quel pentagramma?

Beethoven, quel giorno, non aveva preso nessuna sbornia: siamo noi che ameremmo disporre di una "segnaletica musicale" inequivocabile, analoga a quella del divieto di sosta e del senso unico. Il fatto è che non possiamo averla, e allora conviene (oltre che affidarci a dei buoni trattati di teoria) anche rimuginare autonomamente.

Dunque, dove può trovarsi il punto debole dell'accoppiata legatura+staccato?

Niente di più facile che uno dei due segni, talvolta, non non significhi esattamente "io lego", "io stacco".

E qui torno a parlare del mio vecchio insegnante (vecchio si fa per dire, è ancora in vita e piuttosto giovane, all'epoca era giovanissimo). Quando ebbi il tuo stesso dubbio, gli posi la fatidica domanda dell'apparente contraddizione tra legatura e staccato. Lui, a sua volta, mi rispose con un'altra domanda. Mi chiese: ce l'hai la ragazza? Io come al solito pensai "si facesse i cavoli suoi, una buona volta", poi risposi scocciato "sì, ce l'ho". Lui: siete molto legati? Io: "sì". Lui: "strano, mi sembra che in questo momento non siate così legati, non la vedo accanto a te sullo sgabello". Io: "che discorsi, maestro, (in realtà pensavo "CHE DISCORSI CRETINI, maestro") certo che siamo legati, ma mica rimaniamo appiccicati tutto il giorno, lei è in un posto, io sono in un altro".
A quel punto lo vidi sorridere e mi disse: hai mai pensato ad essere tu una nota, la tua ragazza un'altra, e che la legatura possa "legarvi" non soltanto fisicamente? Come vedi, in questo momento siete legati e contemporaneamente staccati. Non è un caso che la legatura sopra un gruppo di note si chiami "legatura di frase o di espressione o di portamento", perché può legare "idealmente", non solo fisicamente. Quando la vedi, puoi benissimo ipotizzare che l'idea del compositore sia quella di uno stretto legame tra note che in quell'istante si trovano fisicamente staccate.

Confesso che all'epoca quelle parole mi sembrarono una grande stupidaggine, ma credo che il vero stupido fossi io. Lui mi stava parlando di qualcosa di molto più profondo del semplice staccato/legato, parlava di interpretazione.

Non aggiungo altro, ma per farti un'idea di come risolvere l'enigma dello staccato/legato, ti consiglio di ascoltare i grandi interpreti. Ciascuno di loro te ne darà una propria "opinione", e tu diventerai un vero musicista ;)

Grazie!!!  :)


Offline Max Forte

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Re:Puntino e legatura
« Risposta #13 il: Febbraio 07, 2012, 09:25:10 »
Grazie a voi per avere apprezzato l'intervento :) ma soprattutto c'è da ringraziare ancora una volta il mio vecchio insegnante. Evito di fare il suo nome perché, se passasse da queste parti, mi riconoscerebbe subito, e non mi va di farmi vedere qui a "rimpiangerlo". Poi sono certo che se mi incontrasse mi direbbe: "brutto mascalzone, come ti sei permesso di chiamarmi vecchio?" ;D E' un uomo col sorriso sulle labbra, un eterno fanciullo con la barba brizzolata. Di lui ho ancora stampate in mente parecchie perle di saggezza musicale e non musicale, che se capiterà, condividerò con voi molto volentieri.