*

Offline fkt

  • *
  • 112
    • Mostra profilo
« Ultima modifica: Aprile 16, 2014, 02:30:31 pm da fkt »

Re:mie improvvisazioni durante un concerto
« Risposta #16 il: Aprile 16, 2014, 03:51:43 pm »
No, fkt, io non mi riferivo al tuo post. Il mio era un discorso generale. Mi riferivo piuttosto alle improvvisazioni di Pianoth, che mi hanno molto colpito, e alla sua risposta ad Antares. Potrebbero diventare composizioni perché non vadano perse. Ma visto che parli di finalità... per me la finalità, quando un'improvvisazione è veramente stupenda, è farla rimanere nel tempo. E il modo per fare questo è scriverla e registrarla. Farla insomma diventare composizione.
« Ultima modifica: Aprile 16, 2014, 03:54:02 pm da maria_pianista »

*

Offline Paola

  • *****
  • 1596
    • Mostra profilo
    • www.pianosolo.it
    • E-mail
Re:mie improvvisazioni durante un concerto
« Risposta #17 il: Aprile 18, 2014, 09:42:04 pm »
La registrazione di una improvvisazione è una preziosa testimonianza di un fatto artistico. Vale come documento insomma, ma ha anche un'altra valenza che è più legata all'ambito didattico. Ascoltare un'improvvisazione può dare molte indicazioni e molti spunti a chi vorrebbe praticare questo linguaggio musicale.
Io penso ad esempio a Kind of Blue, storico disco del 1959 che svolse un ruolo primario nello sviluppo successivo dell'improvvisazione del cosiddetto jazz modale. Per Miles Davis fu non solo l'approdo a un nuovo canone linguistico, ma un radicale mutamento estetico, di poetica insomma, che ampliava immensamente le possibilità dell'improvvisazione. Da quella incisione sono nati molti grandi improvvisatori del nostro secolo, e non solo di ambito jazzistico.
p.s.: il disco è meraviglioso, anche per chi non ama il jazz.  ;)

Re:mie improvvisazioni durante un concerto
« Risposta #18 il: Aprile 19, 2014, 11:03:10 am »
È vero quello che dici, Paola. La registrazione può avere lo stesso valore, se non di più, di uno spartito.
Ma mi viene da pensare a una cosa: immaginiamo che Chopin avesse improvvisato, per esempio, uno dei suoi meravigliosi notturni. Se non li avesse messo per iscritto non sarebbe rimasto niente ai nostri tempi e la sua musica sarebbe andata persa.
L'improvvisazione è tale proprio perché nasce estemporaneamente, dal di dentro, e non da una partitura scritta ma semplicemente mi sembra un peccato che le improvvisazioni più belle non possano avere quell'elemento di "immortalità" che uno spartito ti da. Era questo sostanzialmente il mio discorso. Comunque avete ragione anche voi. Improvvisazione e composizione sono due cose diverse.