Autore Topic: considerazioni sui tipi di spartito  (Letto 2394 volte)

Offline sergiomusicale

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considerazioni sui tipi di spartito
« il: Ottobre 23, 2011, 11:41:42 »
Ieri sera (22/10/2011), nell'ambito del PISA BOOK FESTIVAL, ho potuto assistere ad una performace della cantante Isabelle Seleskovitch, accompagnata al pianoforte dal Maestro Primiano di Biase. La performance è stata un omaggio alla grande Chanson Francaise. Vedendo gli spartiti che il Maestro eseguiva ho potuto notare che per lo più erano semplicemente misure con le sigle degli accordi e poco più. La performance si è svolta come un Concerto Jazz, in modo libero e coinvolgente. A questo punto ho considerato che, quando,anche in Pianosolo, si parla di "spartiti di tipo chitarra" in generale si fà una semplificazione ed una attribuzione inesatta. Credo che lo spartito più vicino ad uno in doppia chiave per pianoforte, sia per la chitarra la tablatura, quello che non lascia  possibilità di scelta delle note, anche se manchevole di altre indicazioni; mentre lo spartito con la sola chiave di violino (nel caso di melodia) più le sigle degli accordi (o solo di questi nel caso di accompagnamento in armonia) rappresenti un canovaccio per l'esecutore, indipendentemente dal tipo di strumento, passibile della più ampia interpretazione, ma comunque adatto anche al pianismo. Voi che ne pensate....

Offline Paola

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Re:considerazioni sui tipi di spartito
« Risposta #1 il: Ottobre 23, 2011, 02:58:10 »
Chi è che in Pianosolo parla di "spartiti tipo chitarra"?????  :o

Gli spartiti con le sigle degli accordi e la linea melodica in chiave di violino sono i più utilizzati nella musica leggera e nel jazz per il pianoforte.
Solo nella musica classica vedete la partitura completa. Quando trovate spartiti di musica leggera scritti interamente tipo musica classica si tratta di TRASCRIZIONI, spesso inadatte a essere suonate, perché non riproducono esattamente quello che viene suonato, ma ne danno solo un'idea. Non possono, ad esempio riprodurre pienamente gli accenti.

Resta inteso che gli accordi usati nel jazz sono diversi dagli altri, perché diversa l'armonia (si usa la Settima), e quindi anche le sigle.

In generale posso dire che accordi e sigle sono sufficienti a suonare un brano, perché lì c'è tutto. La sigla indica quali note dell'accordo suonare e le corrispondenti scale che si possono eseguire. Quando abbiamo a disposizione la melodia, il tema, siamo a posto.
Spesso queste partiture "sintetiche" sono proprio per pianoforte e quando altri strumentisti le usano sono talvolta costretti a fare trasposizioni in altre tonalità.

Offline sergiomusicale

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Re:considerazioni sui tipi di spartito
« Risposta #2 il: Ottobre 24, 2011, 07:27:54 »
Ciao Paola, per risposndere alla tua meraviglia...
"Chi è che in Pianosolo parla di "spartiti tipo chitarra"?????  "
 mi riferivo ad affermazioni del tipo:
"ma nn è per piano è per chitarra....!!! qlc1 puo aiutarmi?"
inviato da Jennifer nel post:

http://forum.pianosolo.it/area-spartiti/high-and-dry-radiohead/

...anche in altri post ci si riferisce a spartiti con chiave di violino e sigle degli accordi come "spartiti per chitarra"...anch'io avevo iniziato a riferirmi in tal senso; per questo poi, ricredendomi, ho postato le mie considerazioni... Quello che dici mi trova pienamente concorde, e chiarisce definitivamente il problema, mi auguro che anche altri su Pianosolo lo possano leggere e rivalutare le varie scritture della nostra "Cara Musica".