Non più tardi di lunedì scorso, dopo avere ripreso il primo anno di lezioni dopo la pausa estiva, ho fatto esattamente la stessa domanda al mio maestro "ma sono un po' migliorato"

La risposta è stata positiva e sono convinto che, nonostante i limiti "ovvi" del mio suonare, fosse sincera. Io effettivamente non sono in grado ci capire da solo se il mio suonare sia migliorato (spero davvero di si visto la voglia e la fatica che a quasi 50 anni ci sto mettendo ogni giorno) ma quello che sicuramente posso affermare è che mi rendo conto di affrontare lo studio dei brani in modo molto molto diverso rispetto ad un anno fà. A prescindere da una migliorata scioltezza (probabilmente indotta anche dagli esercizi di tecnica), credo che la cosa più importante sia la diversità nell'affronare lo studio di un nuovo pezzo, o pezzettino ...

... mi faccio molte più domande rispetto al passato quando bene o male crecavo di suonare tutte le note e nulla più. Oggi mi faccio un sacco di domande aggiuntive, del tipo, sto legando (staccando) bene ? Sto rispettando la diteggiatura suggerita ? Rispetto il fraseggio ed i colori ? Insomma, sono diventato molto più critico verso me stesso e ho capito che non basta "suonare le note", devo rispettare ogni singolo segno riportato nello spartito. Ho capito l'importanza del suonare a due mani (proprio per assimilare il pezzo in ogni sua più piccola componente). Ne sono già capace ? Sicuramente no, ma ho iniziato a pormi delle domande e a cercare di dare delle risposte con un "nuovo" modo di suonare. Ci vuole costanza e tanta tanta pazienza e io, nel mio piccolo, ho deciso che vale la pena provare. Spero che la mia esperienza possa esserti utile. Ciao, eligen.