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Erbaccia

Modalità ed armonia
Agosto 11, 2014, 07:04:03 pm
Salve a tutti, sono un semplice appassionato di musica, non un pianista, e le mie conoscenze teoriche non vanno oltre qualche rudimento.
Mi scuso quindi se porrò domande sciocche o utilizzerò impropriamente la terminologia.
Mi stavo interessando, parallelamente, ai fondamenti dell'armonia e alla musica modale, e non ho potuto evitare di pormi delle domande che riguardano entrambi gli argomenti.
Le sottopongo a voi sperando che possiate darmi qualche dritta, grazie in anticipo per l'attenzione!
I quesiti:

1) Perché i modi storicamente più diffusi, tralasciando quindi esperimenti più recenti e isolati (Debussy, Messiaen ecc) sono solo alcuni tra tutti quelli teoricamente possibili?
Mi spiego: si è soliti definire i modi gregoriani a partire dalla scala diatonica maggiore, dal momento che ogni modo si può costruire proseguendola a partire da uno dei suoi gradi. Ma questo è solo un utile artificio mnemonico, non una definizione, e sui modi effettivamente non ci dice nulla. I modi non derivano dal modo maggiore, che era compreso nel mucchio. Più che altro è successo che i modi originari si sono ridotti ad esso e al modo minore (con le varianti melodica ed armonica della scala). Ecco, stando così le cose, per quale motivo (legato alla fisiologia dell'orecchio, alle possibilità combinatorie offerte dal sistema, alle difficoltà nel modulare, ecc) non è diffuso un modo con la sequenza intervallare TTTTTSS ? Cos'ha di meno, o di sbagliato, rispetto ai classici modi TTSTTTS, TSTTTST, STTTSTT ecc?
Poi so che una sequenza del tipo TTTTTT, o la stessa scala armonica, non fornisce punti di riferimento tonali, ma quando la musica è modale la cosa è sempre un problema? Lo chiedo perché continua a non essermi chiaro il modo in cui funziona la musica modale. Si basa su gerarchie tra le note anch'essa? E allora perché non è tonale? Le gerarchie sono diverse? In che modo?

2) Com'è avvenuta di preciso la riduzione dei modi gregoriani ai modi maggiore e minore? Capisco la tendenza, nella pratica, ad alterare il settimo grado dei modi che non l'avevano (cioè tutti, tranne lo ionico, ovvero l'attuale maggiore, ed il lidio), in modo da avere la sensibile, che sappiamo essere legata ad una certa attrazione con la tonica che contribuisce con forza alla definizione della tonalità, ma non tutti i modi si riducono al maggiore e al minore semplici con questa operazione! Ad esempio il frigio mi dà scale napoletane se non erro!
Perché quindi questa scelta del maggiore e del minore? Perché la musica tonale usa solo questi due modi? E non potrebbe usarne di più? Ed uno solo?

3) Torno su una questione già toccata al punto 1) : anche nella musica modale c'è una gerarchia tra note della scala, no? Quindi di preciso qual è la differenza concettuale tra modale e tonale? E nei due casi ho note cardine di natura e numero diverso? Ma in base a cosa stabilisco che una nota è cardine (come la repercussio nei modi gregoriani o la modale nella musica tonale) ? Almeno nella musica tonale praticamente ogni grado ha un suo carattere, nel gregoriano solo due note? E le altre no?

4) Nella musica tonale si costruiscono accordi sovrapponendo intervalli di terza, perché? Perché per terze ho elevata varietà ed elevata consonanza? Però altri tipo di sovrapposizione (anche di intervalli di ampiezza diversa, perché no?) mi sa che potrei avere comunque un numero di accordi dissonanti (che quindi vanno preparati e risolti) abbastanza ridotto, da poter comunque costruire un sistema affine al tonale comunemente inteso. Sbaglio? E se comunque volessi fregarmene della consonanza? Il ganga bosniaco sovrappone note a distanza di seconda maggiore e minore senza problemi, e in quel contesto la dissonanza di questi intervalli non è affatto fastidiosa. Questo mi porta a pensare che esistano casi in cui si può creare un contesto ideale anche per intervalli molto dissonanti.

5) Infine, non si possono costruire triadi e quadriadi a partire dagli altri modi, anzichè solamente costruendoli su ogni grado delle scale maggiore e minore, come si insegna nei trattati di armonia? Perché posso costruire triadi su ogni nota del modo maggiore e del modo minore e non sulle note del modo frigio? Cosa c'è che non andrebbe?

Sono certo di aver impostato male molti problemi e di aver detto più di una cosa sbagliata, ma ho pensato, dopo aver tratto poco dalla semplice lettura, che un confronto diretto con persone musicalmente istruite avrebbe potuto chiarirmi qualcosa.
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