Autore Topic: Improvvisare...Perchè è difficile?  (Letto 2714 volte)

Offline Davide M.

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #30 il: Ottobre 01, 2011, 10:23:59 »
Grazie dell'incoraggiamento  8)
oggi "saccheggio" dal tuo sito un po' dei tuoi consigli su qualche giretto semplice semplice e guardo se e' vero!  ::)

Offline Christian

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #31 il: Ottobre 01, 2011, 10:25:43 »
:D :D Perfetto! ;) ;)

Offline livioguerra

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #32 il: Ottobre 01, 2011, 01:18:43 »
improvvisare è, se non proprio sinonimo di comporre, quasi ...
comporre vuol dire costruire sopra un insieme di proprie idee musicali ...
improvvisare ( almeno nel jazz ) vuol dire costruire su di un piano armonico e su strutture melodiche altrui ...
in senso assoluto improvvisare vuol dire comporre sull' unghia, ovvero senza un progetto preliminare ( almeno consciamente ) ... il realtà il processo compositivo c' è tutto, solo che è in tempo reale e non in differita ...
è tutt' altra cosa che suonare ( eseguire in modo preciso musica altrui ) ...
niente di meno che Beethoven era un grande compositore ma un pessimo pianista ...
( nel senso che eseguiva male anche la propria musica, nonostante sapesse scrivere perfettamente musica per pianoforte ... e abbia creato per così dire degli standard anche in questo campo, non solo nella musica sinfonica e da camera ... )

Offline Paola

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #33 il: Ottobre 01, 2011, 01:40:41 »
Ciao Livio, concordo in tutto con quanto scrivi.
Ti invito a leggere un post proprio sull'argomento nella sezione "Di tutto di più".

Abbiamo organizzato un workshop di recente e uno dei docenti, in ambito jazz, ci ha parlato proprio dell'improvvisazione in tempo reale.

Offline Dr.Jellyfish

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #34 il: Novembre 27, 2011, 04:24:54 »
Ho letto solo oggi questo thread, provo a dire la mia.
Non credo assolutamente che l'improvvisazione sia da sperimentare dopo anni di studio. Sarebbe come affrontare lo studio della dinamica o del suono dopo anni di sola tecnica... e non esagero quando dico che anni addietro diversi insegnanti di conservatorio trascuravano l'aspetto della musica relativo al suono e al timbro in favore dello studio della tecnica pura. Attualmente questo problema si incontra con l'improvvisazione.
Da Wikipedia: per improvvisazione si intende – in senso generico - l’atto di creare qualche cosa mentre la si esegue, in maniera spontanea o casuale. Quindi in senso lato l'improvvisazione include anche l'interpretazione di un brano scritto, l'agogica etc. ed è un elemento fondamentale della musica. E non solo del Jazz o della musica popolare: si può improvvisare la cadenza di un concerto, l'interpretazione di un basso numerato e via dicendo. La complessità dell'improvvisazione dipende dalla quantità di parametri che svincoliamo da uno schema prefissato, per esempio: in un brano di Jazz tonale saremo liberi di creare linee melodiche, di modificare parzialmente l'armonia ma saremo fortemente vincolati alla forma, al tempo, alla struttura armonica; in alcuni brani di Free Jazz accade che la forma del brano, per esempio un blues, venga mantenuta costante mentre gli altri elementi, tempo compreso, siano a discrezione degli esecutori. Naturalmente non intendo dire che un allievo di un corso di pianoforte debba per forza praticare l'improvvisazione (anche se penso che sarebbe solo un bene, e poi spiegherò perché), piuttosto ritengo che l'improvvisazione, in qualche modo, sia un elemento imprescindibile dello studio della musica.
Il problema che riscontrano i musicisti di estrazione "classica" nell'avvicinarsi all'improvvisazione penso che sia più che altro un problema di imprinting: si è talmente abituati a eseguire esclusivamente musica scritta (e da altri) che davanti a un leggio senza spartito si prova una sorta di horror vacui. E' sostanzialmente un blocco psicologico.
Due bravi musicisti ultimamente mi hanno fatto riflettere su questo argomento: il contrabbassista Furio di Castri mi ha fatto notare che molti dei più grandi virtuosi del contrabbasso (citava Eddie Gomez e N.H.O.Pedersen) hanno praticato in gioventù il Free Jazz e questo ha dato loro una sicurezza e una libertà che poi hanno imparato a gestire nel dettaglio affinando la tecnica e la conoscenza dell'armonia; il pianista Thollem McDonas, alfiere del Free contemporaneo, raccontava che lui è passato dallo studio "classico" al Free senza mai suonare del Jazz tradizionale, e diceva di aver avuto la fortuna (...) di studiare con un'anziana pianista che, pur essendo estremamente severa nello studio dei classici, fin dall'inizio lo ha incoraggiato a improvvisare e ha fatto focalizzare la sua attenzione sul suono. Questo pianista ha un suono, una padronanza dell'armonia (insegna composizione) e una tecnica straordinarie.
Attualmente vedo che anche nei conservatori è cresciuta l'attenzione nei confronti dell'improvvisazione, tra le materie a scelta per tutti i bienni del conservatorio in cui lavoro ci sono un "laboratorio di improvvisazione e composizione" e altre simili.
In tempi in cui anche nel Jazz si privilegia l'aspetto tecnico/esecutivo rispetto alla composizione (è un po' che non nasce un nuovo Ellington o un nuovo Mingus, dal punto di vista della produzione musicale) trovo che questa attenzione sia di importanza vitale.
E penso che un esecutore che abbia pratica di improvvisazione sia molto più padrone e consapevole della musica che legge.
Non a caso la maggior parte dei compositori e virtuosi storici sono stati dei grandi improvvisatori...
Perdonate il pippone :-)

Offline Paola

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #35 il: Novembre 27, 2011, 07:49:24 »
Una delle domande che sempre faccio ai pianisti che intervisto per Pianosolo è proprio sull'improvvisazione.

Interessante fare un confronto fra musicisti anche di estrazione differente. Ma vi invito a leggere nella sezione Interviste del sito soprattutto le affermazioni di Enrico Pieranunzi, o di un giovane come Yaron Herman...  ;)

Offline perna giuseppe

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #36 il: Dicembre 03, 2011, 01:07:29 »
L'improvvisazione è il frutto di ciò che si ha dentro. Se hai dentro qualcosa puoi dirla in tanti modi, con la poesia, con la pittura e con la composizione estemporanea  che sarebbe il termine, secondo me, più adatto.
L'improvvisazione in genere viene ritenuta difficile per vari motivi.
1) perchè se gli studi accademici ci abituano a leggere è chiaro che non ci abituano ad improvvisare.
2) la poca conoscenza della armonia che è un elemento fondamentale per improvvisare, e spesso coloro che esocno dai conservatori hanno una scarsa conoscenza della armonia.
3) il fatto che in genere si cerca di improvvisare sulla armonia tonale, essa dà poco spazio alla improvvisazione totale, perchè i giri armonici sono come i binari di un treno, sono obbligati, invece l'armonia modale è libera e predispone  molto di più alla improvvisazione.
Dimenticavo....non esiste l'improvvisazione jazz, classica o altro ...esiste la composizione estemporanea, lo stile è un fatto secondario. Comunque è un argomento complesso che va trattato in maniera tranquilla e richiede molta applicazione ma soprattutto passione.

Offline sergiomusicale

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #37 il: Dicembre 03, 2011, 09:25:44 »
Direbbe qualcuno... l'improvvisazione è come i "cazzotti" ce ne sono di varie tipologie!!!!, c'è chi si sente di improvvisare scorrendo i giri armonici, chi crede che basti mettere un gatto sulla tastiera, chi raffazzona rubacchiando frammenti a destra e sinistra e creando pacthwork, chi ricerca il nuovo a tutti i costi, chi si addentra con studio e meticolosità dentro una cellula ritmica e la disseziona.... etc... etc... il bello dell'infinite sfumature del mondo :-) già sarebbe una gran cosa "rendersi conto" , ad ogni buon conto ecco un'esempio interessante di realizzazione reale:

http://www.youtube.com/watch?v=scn4ymk2uao

Buon ascolto ....

Offline Paola

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Re:Improvvisare...Perchè è difficile?
« Risposta #38 il: Dicembre 03, 2011, 09:03:05 »
Grazie per l'esempio Sergio! Alessandro Giachero è un grande. Presto vedrete la nostra intervista!

Vado da lui a imparare da soli 2 mesi è già ho fatto passi da gigante! Ha sbloccato alcuni elementi che mi paralizzavano da anni nell'apprendimento e di fatto improvviso! :)

Direbbe qualcuno... l'improvvisazione è come i "cazzotti" ce ne sono di varie tipologie!!!!, c'è chi si sente di improvvisare scorrendo i giri armonici, chi crede che basti mettere un gatto sulla tastiera, chi raffazzona rubacchiando frammenti a destra e sinistra e creando pacthwork, chi ricerca il nuovo a tutti i costi, chi si addentra con studio e meticolosità dentro una cellula ritmica e la disseziona.... etc... etc... il bello dell'infinite sfumature del mondo :-) già sarebbe una gran cosa "rendersi conto" , ad ogni buon conto ecco un'esempio interessante di realizzazione reale:

http://www.youtube.com/watch?v=scn4ymk2uao

Buon ascolto ....