Uhm... mi pare che il Concilio di Trento (1545-63), sia venuto prima dell'Illuminismo (filosofia e movimento culturale che generalmente si attribuisce al XVIII secolo, definito appunto "secolo dei lumi") e soprattutto prima di Karl Marx (1818-1883), da cui deriva la parola "marxismo". Scusa per queste precisazioni cronologiche, che peraltro non tolgono valore al senso della tua tesi in quanto tale.
Tuttavia, dal punto di vista strettamente musicale, sono altrettanto perplesso, per questo motivo: prendiamo l'esempio di Johann Sebastian Bach, che secondo me è stato il più grande compositore del sistema tonale. Indubbiamente tonale la sua musica, benché certamente "non consumistica"; solo in rari casi riecheggia il sistema modale (ad es. nel preludio corale "Durch Adams Fall") perché cita una fonte antica. Ma la sua matrice culturale è luterana e, semmai, anche calvinista (calvinista era infatti il fondatore della scuola organistica del Nord Europa: Jan Pieterszoon Sweelinck), quindi un po' distante dall'influenza della Chiesa Cattolica.
L'uso del sistema tonale, in Bach, non può certo definirsi consumistico: egli infatti esplora le enormi potenzialità del sistema, al di là di ogni banalità, come del resto seppero fare molti dopo di lui, soprattutto di area tedesca: ad esempio (e così torniamo al pianoforte!) Chopin, Liszt, Schumann, Brahms, Richard Strauss.